Lo stadio Garilli di Piacenza (LaPresse)
Lo stadio Garilli di Piacenza (LaPresse)

Roma, 18 febbraio 2019 - "Esclusione del Pro Piacenza dal campionato di competenza" e "punizione sportiva della perdita della gara con il punteggio di 0-3": è la decisione del giudice sportivo della Lega Pro, Pasquale Marino, in relazione alla gara di ieri tra Cuneo e Pro Piacenza, terminata 20-0 con il Pro Piacenza che è sceso in campo col numero minimo di giocatori, otto, ma tutti under 18. 

Il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, ha disposto la revoca dell'affiliazione della società Pro Piacenza. La decisione è stata presa alla luce "delle gravi violazioni regolamentari verificatesi in occasione della gara Cuneo-Pro Piacenza, che si aggiungono alle altre numerose irregolarità documentate".

Quella messa in campo ieri era la sola formazione che poteva essere schierata, visto che per il mancato pagamento da mesi degli stipendi il Pro Piacenza non ha più giocatori né staff tecnico: la società in crisi finanziaria le sta provando tutte pur di evitare l'esclusione dal campionato, come capitato pochi giorni fa al Matera, nel girone C della stessa categoria. Così dopo tre sconfitte a tavolino per rinuncia si è presentata a Cuneo col numero minimo di ragazzi da schierare. Scelta che ha fatto infuriare il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, che ha commentato: "Quanto accaduto a Cuneo è un insulto allo sport e ai suoi principi fondanti. Questa sarà l'ultima farsa".

Il club emiliano non si era presentato nelle ultime tre partite e, se avesse mancato anche l'appuntamento con il Cuneo, avrebbe affrontato l'inevitabile esclusione dal campionato, che scatta alla quarta rinuncia: così ha portato solo otto giocatori, tutti ragazzini, schierandone sette, il numero minimo utile a far cominciare la partita ma con una panchina praticamente vuota, senza guida tecnica e con una sola riserva. Ora è scattata l'esclusione dal campionato di serie C.