Luis Diaz (ANSA)
Luis Diaz (ANSA)

Oporto, 19 ottobre 2021 – E’ amara anche la notte di Oporto per il Milan che non riesce mai a pungere e viene steso da un gol al 65’ di Luis Diaz, incassando la terza sconfitta su altrettanti incontri di Champions League e vedendo così ridursi ulteriormente le speranze di riaprire i giochi qualificazione, che restano comunque vive vista anche la vittoria del LIverpool sull'Atletico Madrid. Un successo senza dubbio meritato quello del Porto che per tutto l’arco dei 90’ ha imposto i propri ritmi, mettendo costantemente in difficoltà i rossoneri – arrivati all’appuntamento ancora una volta con tante assenze pesanti come quelle di Theo Hernandez e Brahim Diaz – con le giocate di Luis Diaz (per lui anche un palo a inizio gara), vera spina nel fianco della difesa milanista, e degli esterni che hanno costantemente cercato la giocata a rimorchio creando non pochi grattacapi a una difesa milanista che oggi ha anche dovuto fare i conti con un Tomori non certo nella sua serata migliore. Neppure i cambi operati da Pioli nell’ultima mezz’ora sono serviti per invertire il trend di gara e impensierire un Porto capace di portare a casa la pagnotta senza rischi. Nella serata dei rossoneri, protagonisti della loro prestazione più opaca in Champions, c’è però spazio anche per qualche polemica: il gol di Diaz sembra infatti viziato da un evidente fallo al limite dell’area di Taremi su Bennacer. Le vibranti proteste del Milan non sono però bastate per far tornare sui suoi passi l’arbitro Brych, protagonista di una prova non ineccepibile.

Primo tempo

La sorpresa nel 4-4-2 di Conçeicao e la scelta di Evanilson come partner d’attacco di Taremi. Nel 4-2-3-1 del Milan, invece, Pioli lancia Ballò-Toure sulla corsia difensiva sinistra e sulla trequarti preferisce Krunic a Maldini per fare reparto con Saelemaekers e Leao, alle spalle di Giroud. In avvio si scaldano subito gli animi per un contatto tra Luis Diaz e Bennacer, a cui Sergio Oliveira risponde stendendo Saelemaekers e prendendosi il primo cartellino giallo della serata. Il Milan parte con intraprendenza, alzando i ritmi, ma è il Porto al 5’ minuto a sfiorare per primo il gol con Luis Diaz che, sugli sviluppi di una ripartenza, colpisce la base del palo della porta del Milan con un potente mancino. La reazione rossonera non si fa attendere e passa dai piedi di Tonali che con le sue illuminanti aperture a centrocampo cerca con insistenza la fascia mancina d’attacco occupata da Leao, che prova con strappi insistiti a creare superiorità numerica. Proprio da una combinazione sulla catena di sinistra tra Ballo-Touré e lo stesso Leao nasce una buona opportunità per i rossoneri al 16’, che però non riescono a concretizzarla per via dell’intervento in scivolata di Pepe che ferma Krunic in piena area portoghese. I padroni di casa incassano senza colpo ferire, crescono con il passare dei minuti e recuperano palloni preziosi con un efficace pressing alto, come al 18’ quando un recupero biancoblu finisce sui piedi di Taremi, il quale però con un tiro a giro non inquadra di poco la porta difesa da Tatarusanu.

Ghiotta, sul ribaltamento di fronte, l’occasione che capita sulla testa di Giroud che però sceglie di fare una sponda nel vuoto al centro dell’area anziché colpire la palla verso la porta. A stupire nel Milan è piuttosto qualche imprecisione di troppo in copertura di Tomori, come quella che permette a Taremi di arrivare al 23’ al tiro, fermato soltanto dall’intervento provvidenziale di Kjaer. La punta iraniana è scatenata ma non fortunata neppure al 25’, quando di testa svetta indisturbata ma ancora una volta non trova lo specchio della porta rossonera, al 28’ quando ci riprova con un altro tiro a rientrare che si spegne sul fondo. Pur soffrendo, però, il Milan non rinuncia ad attaccare: con il passare dei minuti gli uomini di Pioli riescono infatti a tamponare la verve avversaria e ad alzare il baricentro, sfiorando addirittura il vantaggio al 45’ con una bella girata di Giroud, colto però in leggero fuorigioco.

 

La ripresa

 

 

In uscita dagli spogliatoi i rossoneri rischiano subito grosso, perché Tomori al 47’ perde l’ennesimo pallone e lascia campo libero a Taremi che dal limite dell’area strozza troppo il suo rasoterra e non trafigge di poco Tatarusanu. Il difensore inglese si fa per così dire perdonare al 52’ quando mura una conclusione in area di Zaidu rifugiandosi in corner. Il forcing portoghese riprende con insistenza e i rossoneri vengono chiusi nella loro metà campo e allora Pioli prova a dare una sterzata giocandosi la carta del triplo cambio: al 57’ il tecnico rossonero getta infatti nella mischia Kalulu, Ibrahimovic e Romagnoli, al posto di Ballo-Touré, Giroud e Tomori. Lo svedese entra subito nel vivo del gioco milanista, non basta perché al 65’ è il Porto a passare in vantaggio con una conclusione dal limite di Diaz, al culmine di un’azione nata sulla destra. La rete scatena le ire del Milan che protesta vibratamente con Brych per un contatto tra Taremi e Bennacer, che sembra essere evidentemente spinto dall’iraniano. Le lamentele non bastano però a far tornare sulla sua decisione l’arbitro tedesco che convalida la rete. Il gol infonde ulteriore fiducia nei padroni di casa che cominciano a gestire pallone e cronometro con maggiore pazienza e personalità e nei 20’ non rischiano nulla portando a casa questi tre punti di grande peso specifico.