Roma, 12 ottobre 2018 - Non 'una', ma 'La' partita decisiva per non retrocedere nella Nations League. Domenica, ore 20.45, l'Italia affronta allo stadio Slaski di Chorzow la Polonia in uno scontro diretto nel quale le due squadre (entrambe a 1 punto) faranno di tutto per rimanere in gioco e evitare la retrocessione in Lega B del torneo. In caso di sconfitta, gli azzurri di Mancini sarebbero fuori dato che i polacchi andrebbero a +3 con un vantaggio di gol e punti negli scontri diretti. In caso di pareggio, dipenderà tutto dalle due partite dell'ultima giornata: Italia-Portogallo il 17 novembre e Portogallo-Polonia il 20 novembre. 

Italia-Ucraina 1-1, gli azzurri non sanno più vincere

Dove si vede in tv. La partita verrà trasmessa in diretta su Rai 1 alle ore 20.45.

Le formazioni ufficiali

Polonia (4-3-1-2): Zczęsny - Bereszyński, Glik, Bednarek, Reca - Szymański, Góralski, Linetty - Zieliński - Lewandowski, Milik. All.: Brzeczek.

Italia (4-3-3): Donnarumma; Florenzi; Bonucci; Chiellini; Biraghi; Verratti; Jorginho; Barella; Bernardeschi; Insigne; Chiesa. All. Mancini.

L'INTERVISTA A LUCA MARCHEGIANI / "Difesa forte e tridente veloce. Italia, c'è luce in fondo al tunnel" - di GIANMARCO MARCHINI

Nell'Italia di Luca Marchegiani che in finale si arrese al Brasile ai rigori, nel caldo insopportabile di USA 94’, c’era Roberto Baggio come ciliegina su una torta di campioni. Ecco perché viene un po’ di timore nel chiedere all’ex portiere azzurro, oggi tra le voci più apprezzate di Sky Sport, un giudizio su questa Nazionale 2.0.

Marchegiani, che Italia ha visto a Genova?

"Mi è piaciuta, per 65-70 minuti ha fatto molto bene. Certo, il pari non è un buon risultato, anche perché non giudico l’Ucraina una squadra molto forte. Ma dal punto di vista del gioco penso che Mancini possa ritenersi contento".

I tifosi meno. Da un anno non vinciamo in partite ufficiali...

"Che il momento della nazionale italiana non sia glorioso, lo sappiamo tutti. Ma credo che, in un contesto come questo, sia meglio non vincere ma mostrare progressi, piuttosto che il contrario. E’ una fase in cui bisogna cercare risposte più che risultati".

E che risposte ha dato la gara di Marassi?

"I tre davanti mi sono piaciuti, così come Barella, la difesa si è confermata affidabile, nonostante il terzino sinistro titolare resta da individuare bene. Questo centrocampo atipico di palleggiatori può essere una soluzione, anche se giocano un po’ tutti gli stessi palloni: Verrati e Jorginho devono dare più profondità".

Questa Nazionale è povera di campioni?

"L’Italia i top player li ha, ma non nei ruoli che vorremmo: Bonucci e Chiellini lo sono, Donnarumma lo diventerà, Jorginho è il regista titolare di una delle squadre più forti d’Europa. Poi abbiamo Bernardeschi e Chiesa, due a un passo dal consacrarsi".

Intanto, però, il centravanti non salta fuori.

"E’ vero, forse ci manca la punta di livello internazionale. Belotti non ha mantenuto le promesse, Balotelli è un’eterna promessa: sembrava il giocatore su cui puntare per la ricostruzione, poi qualcosa non ha funzionato".

Cutrone potrebbe essere l’uomo giusto?

"Come caratteristiche, è quello che più s’avvicina agli Inzaghi, ai Vieri. Ma in questo momento i problemi sono altri, il centravanti lo troveremo. Ora bisogna riprendere fiducia: c’è la Polonia, una gara difficile. Ecco, spero che Mancini non cambi troppo".

Ma il ct ha sempre parlato di partite sperimentali.

"Provare i giovani va bene, ma ora serve dare stabilità, battezzare uno zoccolo duro di giocatori e puntarci: aiuta la crescita della squadra, fa prendere coscienza e fiducia".

Donnarumma è pronto per fare il titolo in azzurro?

"Certo. E’ già un portiere di grande esperienza, ha fatto più di cento gare col Milan in A. E poi ha tutto: un talento incredibile, la struttura fisica e un contesto di club che lo aiuta. Bisogna, però, capire che da un ’99 non si può già pretendere l’affidabilità di Buffon".

Quindi possiamo fare a meno del ritorno di Gigi?

"Buffon ha fatto il suo percorso: l’ho ammirato e lo ammiro tanto. Ma a 40 anni bisogna saper lasciare spazio ai nuovi".

La sosta ci lascia un primo bilancio sul campionato: scudetto già scritto o la Champions può togliere qualcosa a questa Juve?

"Non c’è nessun sentore che questo possa avvenire. La Juve di questo inizio mi ha impressionato: non solo ha il totale controllo delle gare, ma la vedo persino in crescita nella personalità, nella coralità della manovra".

E poi ha pure Ronaldo.

"E’ partito benissimo, assurdo criticarlo. Si è calato con intelligenza in un contesto già vincente, un accentratore come lui che ha saputo mettersi al servizio del gruppo, capendo bene il suo ruolo: far fare il salto di qualità quando serve, come contro il Napoli".

Al rientro, c’è il derby Inter-Milan: se deve scegliere uno tra Higuain e Icardi...

"Scelgo Higuain. Icardi mi piace, ha anche sei anni in meno, ma Gonzalo è più completo".

Che idea si è fatto sul ritorno di Ventura?

"E’ brutto dirlo, ma per la gente sarà sempre quello che non ha portato l’Italia ai Mondiali dopo 60 anni. Sa bene a cosa andrà in contro: ma ora o fra 5 anni non sarebbe cambiato nulla".