Michel Platini (Ansa)
Michel Platini (Ansa)

Milano, 19 giugno 2019 - Michel Platini è stato rilasciato a tarda sera dalla polizia francese che l'aveva fermato ieri in relazione all'indagine per corruzione per l'assegnazione dei Mondiali di calcio al Qatar nel 2022. "Non ha fatto assolutamente nulla di sbagliato, era ed è totalmente estraneo ai fatti", aveva assicurato in mattinata William Bourdon, l'avvocato dell'ex presidente della Uefa. Dunque, "vedete, il fermo è stato revocato", ha detto il legale di Platini, secondo il quale "si è fatto tanto rumore per nulla".

L'ex giocatore della Juventus e della nazionale francese e in passato presidente della Uefa è stato interrogato ieri negli uffici della polizia giudiziaria di Nanterre in relazione all'inchiesta su "presunti atti di corruzione attiva e passiva di dipendenti non pubblici" nelle procedure di assegnazione dei Mondiali al Qatar. Coinvolti nella vicenda anche Sophie Dion e Claude Gueant, ex consiglieri di Sarkozy quando questi era presidente di Francia. 

Gueant è stato ascoltato dagli inquirenti ed è indagato a piede libero. Gueant, classe 1945, è nato a Vimy nel dipartimento del Passo di Calais. E' membro dell'Unione per un movimento popolare (Ump). Tra febbraio 2011 e maggio 2012 è stato ministro dell'Interno della Francia.

I tre, riferisce Le Monde, erano stati convocati dall'Ufficio centrale per la lotta alla corruzione e le infrazioni finanziarie e fiscali. Platini, già sospeso dalla Fifa per "violazione del codice etico" fino a ottobre, doveva inizialmente essere ascoltato come testimone. L'inchiesta della Procura nazionale per i reati finanziari (Pnf) ha preso il via nel 2016 e Platini - che ha ammesso in passato di aver votato in favore del Qatar nel dicembre del 2010 - era già stato ascoltato come testimone nel 2017. Il Pnf, sottolinea Le Monde, si interessa in particolare al pranzo organizzato il 23 novembre 2010 all'Eliseo, in presenza di Sarkozy, Platini, dell'attuale emiro qatarino Tamim Ben Hamad Al Thani e dell'allora primo ministro Hamad Ben Jassem. A quel pranzo, continua Le Monde citando proprie fonti, erano presenti anche Dion e Guéant.

La difesa di Platini

Michel Platini "non ha assolutamente niente da rimproverarsi e afferma di essere totalmente estraneo ai fatti", riferisce tuttavia un comunicato dei collaboratori dell'ex presidente dell'Uefa. "Non si tratta in alcun modo di un arresto ma viene ascoltato come testimone, in una condizione voluta dagli inquirenti che permette di evitare che le persone ascoltate possano accordarsi fuori dalla procedura", precisa il comunicato diffuso dai media francesi.

Tutti i guai giudiziari dell'ex campione della Juve

La messa in stato di fermo di Platini è solo l'ultima grana giudiziaria del tre volte Pallone d'oro. I primi guai iniziano l'8 ottobre 2015 quando, a seguito delle indagini della magistratura svizzera, viene sospeso per 90 giorni dal comitato etico della Fifa poiché accusato di avere illegalmente percepito, durante il 2011, due milioni di franchi svizzeri dall'allora presidente Sepp Blatter come compenso per consulenze svolte tra il 1999 e il 2002; in questo lasso di tempo cede le sue funzioni al vicepresidente della UEFA, Ángel María Villar.

Da quel momento inizia una lunga battaglia prima con la giustizia sportiva e poi con quella ordinaria. Il 21 dicembre il comitato etico della Fifa squalifica Platini per otto anni da tutte le attività calcistiche. In appello la sospensione del dirigente francese viene ridotta a sei anni. Dopo il ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna, il 9 maggio 2016 la squalifica è ulteriormente ridotta a quattro anni; ciò nonostante, non essendovi stata la cancellazione delle accuse sperata da Platini, nella stessa data annuncia l'intenzione di dimettersi da presidente della Uefa. L'ex campione francese non si arrende, convinto della sua innocenza che ha propugnato in diverse interviste ai media di tutto il Mondo, accusando in realtà Fifa e Tas di aver ordito un complotto nei suoi confronti per evitare una sua ascesa alla presidenza dell'organo di governo del calcio mondiale.

Il 25 maggio 2018 la magistratura elvetica lo scagiona ufficialmente da ogni accusa, non ravvisando reati nel suo operato. In quell'occasione l'entourage di Platini rimarca la tesi secondo cui le false accuse rivolte nei suoi confronti, erano in realtà mirate unicamente a delegittimarne la carriera dirigenziale. E poi oggi, un'altra pagina nera.