Fabio Paratici
Fabio Paratici

Torino, 23 marzo 2020 - "State tutti a casa. Io vengo da una provincia particolarmente colpita come quella di Piacenza, che sta viaggiando a una media di 30 persone decedute al giorno. Questo ci deve far pensare, tutte le cose che sono state dette in questi giorni sono state importanti per sensibilizzarci, ma non basta. Dobbiamo seguire le indicazioni sempre di più e con grande attenzione". Parola di Fabio Paratici, il Chief Football Officer della Juventus, intervenuto assieme a Gregorio Paltrinieri, tifosissimo bianconero, nella rubrica di Juventus Tv, #ACasaConLaJuve. 

Un'occasione per il dirigente della Vecchia Signora per raccontare diversi retroscena della sua carriera. "Ho viaggiato tanto, alla Sampdoria inizialmente ero il capo degli osservatori e mi muovevo in giro per il mondo. Una volta seguivo un ragazzo sudamericano e andai a Quito, non proprio il posto più tranquillo, e la sua famiglia mi diede appuntamento alla stazione dei bus. Per fare bella figura mi vestii bene, con giacca e cravatta, e quando il tassista mi portò in quel luogo mi disse 'Sei sicuro di voler scendere?'. Capii di aver preso un grossissimo rischio, attraversai la stazione con la testa bassa sperando che nessuno mi fermasse. L'altro episodio - ha continuato Paratici - riguarda il Mondiale under 17 in Canada, una delle semifinali fu Argentina-Cile e seguivamo Vidal. Le due squadre finirono la partita in 8 e arrestarono tutti i calciatori nel sottopassaggio. Una volta, invece, dovevo vedere due partite in Polonia, ma sono rimasto bloccato lì 10 giorni per la neve. Non sapevo parlare il polacco ovviamente e non c'era la tecnologia che c'è oggi, andavo all'internet point e ci rimanevo 20 ore. Ero solo in quest'hotel a Cracovia, ci sono rimasto 10 giorni e alla Sampdoria arrivò un conto incredibile e mi decurtarono lo stipendio". 

Prima di diventare dirigente, Paratici è stato anche calciatore. "Ruolo? Cercavo di inserirmi dove gli altri mancavano, visto che nessuno mi faceva giocare, quindi cercavo di adattarmi. Chi mi assomiglia? Del recente passato dico Gianluca Pessotto". Fra una domanda su Sanremo e altre sulla storia bianconera, è emersa la stima nutrita da Paratici nei confronti di Paltrinieri. "Ho letto il suo ultimo libro ('Il peso dell'acqua', ndr) e c'è una parte in cui Gregorio spiega il peso della responsabilità di vincere e di questa aspettativa enorme che c'è su lui. Ecco, in questo mi sono rivisto per quella che è la situazione della Juventus negli ultimi sette/otto anni".