Victor Osimhen (Ansa)
Victor Osimhen (Ansa)

Napoli, 26 agosto 2020 - Superare il peso dell'etichetta di acquisto più oneroso della storia del Napoli e farlo a suon di gol: è questo l'obiettivo di Victor Osimhen, che oggi pomeriggio si è presentato alla stampa insieme all'altro neo acquisto Amir Rrahmani.

La chiacchierata davanti a microfoni e taccuini si apre proprio con una domanda al nigeriano, che spiega cosa l'abbia spinto a scegliere la maglia azzurra per il suo futuro. "Ho ricevuto un'ottima accoglienza dai tifosi ma anche da Gattuso e De Laurentiis, con i quali si è creato in poco tempo un bellissimo rapporto: parlare con loro ha convinto un giovane come me ad accettare questa sfida e a farlo sentendo così tanto amore". Insomma, la carica non manca a Osimhen, che ha già ricevuto una prima richiesta dai sostenitori partenopei. "Vogliono che io segni alla Juventus e conto di farlo ma, in generale, ho intenzione di aiutare la mia squadra in ogni partita". L'incognita del momento riguarda la condizione fisica del classe '98, fermo da mesi a causa del lockdown che ha paralizzato il calcio in Francia. "Ho sofferto molto durante lo stop - ammette il nigeriano - ma non ho mai smesso di tenermi in forma. Certo, non sono al 100% ma sto bene e migliorerò ancora grazie il livello altissimo di allenamenti di mister Gattuso".

Il microfono passa a Rrahmani che, al contrario di Osimhen, è arrivato a dir poco in sordina a Napoli: poco male per un calciatore giovane ma con già tanta gavetta alle spalle che nello scorso campionato gli ha fruttato un primato particolare. "Non mi aspettavo di essere il giocatore ad aver recuperato più palloni nello scorso torneo: sicuramente mi ha aiutato pure lo stile aggressivo del Verona, che mi ha fatto migliorare anche in generale, soprattutto nei duelli". Alla corte di Juric il kosovaro ha giocato in un retroguardia a 3: un dettaglio che sembra non spaventare in vista dell'imminente futuro. "In realtà posso essere schierato indifferentemente a 3 o a 4 come centrale e, all'occorrenza, so cavarmela anche come terzino su entrambi i lati".

In chiusura parla Cristiano Giuntoli, che svela i retroscena dietro i due acquisti. "Non sono state trattative facili: per prendere Rrahmani per esempio abbiamo dovuto superare la concorrenza di un'altra squadra. Per Osimhen poi le cose sono state ancora più complicate, perché non si poteva parlare di persona: comunque ci tenevamo a prenderlo perché lo seguivamo da 4 anni e abbiamo continuato a farlo anche dopo il suo flop al Wolfsburg".