Roberto Mancini (ANSA)
Roberto Mancini (ANSA)

Milano, 20 marzo 2020 – A pochi giorni dal suo intervento a 90° minuto, il commissario tecnico della Nazionale italiana di calcio, Roberto Mancini, torna a parlare ai microfoni di Radio 1 Rai – durante la trasmissione “Un giorno da pecora” – della delicata situazione in cui versa il Paese e ovviamente anche di azzurro: “La situazione che stiamo vivendo mi fa molto effetto. Purtroppo molte persone hanno perso i loro più cari affetti. Un qualcosa di terribile ma speriamo che tutto possa tornare alla normalità al più presto anche se al momento il calcio passa giustamente in secondo piano”. Anche l’ex fuoriclasse di Sampdoria e Lazio come tutti gli italiani è costretto ad una sorta di riposo casalingo forzato e cerca di trascorrere al meglio il tempo libero: “In questo periodo leggo di più, faccio un po’ di corsa o cyclette, cerco di far passare le giornate e intanto continuo a studiare gli avversari come facevo prima". POi quasi scherzando ha aggiunto: "Giocare a calcio in casa? Quando lo si fa bisogna rompere per forza qualcosa altrimenti non c’è gusto ”.

Lo sguardo insomma è ancora rivolto al calcio giocato anche se è difficile sbilanciarsi su un possibile ritorno in campo: “Adesso la priorità è sconfiggere il virus. Difficile fare ipotesi anche perché alle squadre, che sono ferme ormai da settimana e avranno bisogno di un po’ di tempo per ritrovare la giusta condizione anche se in caso di ritorno in campo si giocherebbero partite ravvicinate che per certi versi aiutano”. Infine Mancini ha parlato dell’ipotesi di taglio degli stipendi dei calciatori: “Bisogna vedere e capire se non sarà per esempio possibile riprendere entro sei mesi. Perché se si potesse i calciatori potrebbero terminare la stagione tra giugno e luglio”.