Piotr Zielinski in azione contro la Feralpisalò
Piotr Zielinski in azione contro la Feralpisalò

Napoli, 20 luglio 2019 - Non solo i rinforzi dal mercato: in attesa di accogliere qualche nuova pedina a centrocampo, Carlo Ancelotti spariglia le carte e i risultati, almeno per quanto riguarda il duttile Piotr Zielinski, sembrano dare ottimi riscontri.

L'ESPERIMENTO - L'occasione propizia è arrivata ieri, quando il Napoli è stato impegnato nella sua seconda amichevole estiva, affrontando la Feralpisalò. Al di là della prevedibile vittoria contro una formazione di Serie C (risultato finale 5-0), il tecnico emiliano ha accolto con entusiasmo la crescita degli azzurri, rinforzati rispetto al match con il Benevento da qualche arrivo di lusso in quel di Dimaro: è il caso di Manolas, che pronti, via e ha subito fatto vedere le sue spiccate abilità anche nell'area di rigore avversaria, lasciando presagire un bottino di reti superiori dai difensori. Poi c'è chi ha (momentaneamente?) cambiato zolla di azione, come appunto Zielinski, schierato mediano nell'inedito 4-2-3-1 varato da Ancelotti. La posizione di interno non è una novità totale per il polacco, che già nella seconda parte della scorsa stagione era stato spesso schierato in quell'area del campo. Nel frattempo però è cambiato il modulo e, di conseguenza, muteranno le mansioni dei baluardi che avranno il difficile compito di fare da raccordo tra fase offensiva e difensiva: uno dei due potrebbe essere proprio Zielinski, che non si scompone e accoglie con entusiasmo l'esperimento di Ancelotti che, mai come quest'anno, punta a costruire fin dal ritiro una rosa lunga e duttile, specialmente a centrocampo.

MAI PIU' TITOLARISSIMI - Basti pensare che, nonostante la presenza di pedine all'apparenza inamovibili come Allan, Fabian Ruiz e appunto l'ex Udinese, in quel reparto con ogni probabilità arriverà un rinforzo dal mercato, che sarà catapultato a sua volta in una competizione spietata. Musica per le orecchie del tecnico di Reggiolo, che continua nel suo processo di pensionamento dei cosiddetti "titolarissimi" che nell'era Sarri spadroneggiavano portando al Napoli pro e contro: da un gioco collaudato e letteralmente a memoria a un calo brusco che dalla primavera in poi tagliava i partenopei da ogni fronte. Insomma, Ancelotti ha messo sulla bilancia questi due elementi e ha scelto in nome del bene della squadra e, perché no, della valorizzazione di ogni risorsa presente nella rosa: quest'ultima, è bene ricordarlo, è una missione che il tecnico emiliano si è vista affidare da Aurelio De Laurentiis in persona.