Gennaro Gattuso (Ansa)
Gennaro Gattuso (Ansa)

Napoli, 28 febbraio 2020 - Ritrovare la vittoria interna in campionato dopo il brutto tonfo contro il Lecce e i seguenti successi esterni contro Cagliari e Brescia: alla vigilia di Napoli-Torino, match in programma domani alle 20.45, Gennaro Gattuso carica i suoi giocatori, reduci tra l'altro dall'ottimo pareggio rimediato contro il Barcellona.

I POSTUMI DELL'IMPRESA - Proprio il recente match di Champions League ha però lasciato delle scorie che rischiano di costare care. "La squadra è stanca - ammette il tecnico calabrese - ma, insieme al mio staff, faremo in modo di mandare in campo solo chi è al 100% perché avremo di fronte una formazione forte fisicamente: ne scaturirà una battaglia nella quale voglio solo chi è al meglio, sia mentalmente sia fisicamente". Tra i papabili non dovrebbe figurare Mertens, alle prese con la contusione rimediata per mano di Busquets, mentre c'è un rientro importante all'orizzonte. "Milik è molto bravo a fare da raccordo tra i reparti: la sua classe immensa ci aiuterà". Servirà il supporto di tutti per dare continuità al momento positivo di un Napoli più compatto ma ancora a caccia della perfetta quadratura. "La coperta è indubbiamente corta: possiamo alzare il baricentro di 10/15 metri ma poi devono essere bravi i centrocampisti ad accorciare. La nostra arma migliore rimane il palleggio: se davanti arriviamo dialogando diventiamo letali, altrimenti ci spezziamo in due blocchi". Se qualche errore ancora c'è, l'altra faccia della medaglia parla di una squadra in continua crescita chiamata a confermarsi contro le cosiddette piccole, match nei quali sono spesso arrivate delusioni. "Non dobbiamo mai dimenticare le giornate nere vissute contro Fiorentina e Lecce, quando abbiamo perso nell'unico modo in cui non bisogna farlo: dandosi per vinti e sfilacciandosi. Ricordare quei momenti ci deve aiutare a tenere a mente il primo obiettivo, che restano i 40 punti, come ha dichiarato anche mister Longo".

GLI ESCLUSI - All'entusiasmo ritrovato dei principali protagonisti fanno da contraltare i musi lunghi di chi invece è finito ai margini del progetto, come ad esempio Meret, Lozano e Lobotka. "So di avere a disposizione elementi importanti, ma al momento non sono funzionali al mio modo di giocare. Sono consapevole che le mie non sono scelte aziendaliste - ammette Gattuso - ma non posso fare diversamente per poi nuocere alla squadra. Resta il fatto che prima o poi avrò bisogno di tutti: quel giorno starà a loro farsi trovare pronti".