Lorenzo Insigne, a capo dei 'rivoltosi' (LaPresse)
Lorenzo Insigne, a capo dei 'rivoltosi' (LaPresse)

Napoli, 5 dicembre 2019 - La scarsa affluenza al compleanno di Nikola Maksimovic, festeggiato prima dell'inizio del ritiro, ha aperto l'ennesimo fronte di dibattito tra tifosi e addetti ai lavori vicini al Napoli: solo voglia dei giocatori di concentrarsi per uscire dalla crisi oppure il gruppo, dopo l'ammutinamento del 5 novembre, si è spaccato?

I 4 DRAPPELLI - Sembra proprio che a prevalere sia la seconda tesi, con addirittura 4 fazioni ad accendere uno spogliatoio senza pace da esattamente un mese, tanto per restare in tema di candeline da spegnere. La prima, quella da cui, si potrebbe banalmente riassumere, è nato tutto: tra i cosiddetti "rivoltosi" sono annoverati i veterani, con Insigne leader di un drappello che comprende anche Koulibaly, Mertens, Callejon e Allan. Insomma, tutti coloro che, salvo colpi di scena di senso opposto, tra gennaio e giugno potrebbero svestire la maglia azzurra. E, dettaglio non marginale, si tratta dei fedelissimi di Maurizio Sarri che, evidentemente, non si sono mai calati appieno nelle idee tattiche di Carlo Ancelotti. Quest'ultimo ha però dalla sua il gruppo dei "mediatori" che, guarda caso, annovera quei giocatori mai allenati dall'attuale tecnico della Juventus o comunque a lui invisi: Fabian Ruiz, Llorente e Manolas nel primo caso, Maksimovic, Karnezis e Zielinski nel secondo. La loro fedeltà alla causa Napoli, ancor prima che all'attuale coach, verrà premiata da Aurelio De Laurentiis nelle prossime due sessioni di mercato dalle quali saranno categoricamente esclusi. Discorso opposto per il plotoncino degli "scontenti", tra cui figurano Ghoulam, Mario Rui, Hysaj, Younes e soprattutto Milik che, numeri alla mano, nonostante i tanti infortuni in stagione, resta il migliore marcatore in campionato grazie ai suoi 5 gol. Eppure, complice un rinnovo che stenta ad arrivare, anche il futuro del polacco è in bilico, mentre il futuro dei partenopei ripartirà dai "concilianti": Lozano, Meret, Di Lorenzo, Luperto, Gaetano e Ospina, ovvero coloro che con l'ammutinamento c'entrano proprio poco. Il dettaglio non è sfuggito né a De Laurentiis né ad Ancelotti.

UDINE E GENK DECISIVI - Quest'ultimo è la principale vittima del tutti contro tutti in corso nello spogliatoio azzurro perché, in caso di non vittoria a Udine e addirittura di risultato poco convincente con il Genk, la sua panchina salterà e, con essa, forse anche i precari equilibri che da un mese stanno mandando sull'orlo di una crisi di nervi una squadra spaccata in 4.