Luciano Spalletti (Ansa)
Luciano Spalletti (Ansa)

Napoli, 11 novembre 2021 - Non c'è due senza tre e così, ancora una volta, Luciano Spalletti si trova invischiato in una brutta storia tra il capitano e il proprio club di appartenenza: nell'ordine, Lorenzo Insigne e il Napoli.

I precedenti

 La mente torna indietro alla querelle tra Francesco Totti e la Roma, finita poi anche in una serie tv con tanto di polemiche posteriori tra le parti: giusto per non farsi mancare nulla dopo un'epopea lunga e tesa che, di fatto, ha segnato la fine dell'idillio tra la piazza giallorossa e il tecnico toscano, al quale non viene perdonato il trattamento riservato al beniamino più amato di sempre. Neanche il tempo e il sopraggiunto ritiro dell'ex numero 10 hanno potuto porre rimedio alla situazione e mitigare l'astio: l'accoglienza ricevuta da gran parte dell'Olimpico nel recente match tra Roma e Napoli ne è stata una chiara dimostrazione. Difficile che uno scenario del genere possa riproporsi al Meazza dopo la pausa per le Nazionali, quando Spalletti tornerà su un altro campo a suo tempo falcidiato da una faida capitano-club: rispettivamente Mauro Icardi e l'Inter. In quel caso l'esuberanza dell'argentino e la sua mai del tutto celata voglia di migrare altrove per guadagnare e vincere di più hanno fatto pendere l'ago della bilancia delle colpe proprio verso l'attuale attaccante del PSG. Non solo: a detta di molti lo scudetto di un anno fa era stato propiziato proprio dal lavoro precedente di Spalletti, il 'normalizzatore' perfetto dopo stagioni tribolate in panchina (e non solo). Un po' quello che ultimamente ha vissuto il Napoli, che curiosamente sta offrendo al proprio attuale allenatore l'ennesima fascia da capitano avvelenata.

Convivenza a tempo?

 Gli ultimi sviluppi sembrano sbarrare le porte al rinnovo di Insigne, che anche nel peggiore dei casi difficilmente partirà a gennaio nel bel mezzo della caccia allo scudetto. Più probabile che le parti dovranno convivere così fino a giugno: nel pacchetto 'così', oltre a tensioni e frecciatine al vetriolo, sono comprese anche le eventuali intemperanze del numero 24 verso l'allenatore, come in effetti già successo dopo la sostituzione di Firenze. Se poi l'allenatore in questione è il solito Spalletti, non può che scappare un sorriso amaro per un destino, quello con i capitani, che sembra maledetto. Non manca però una sorta di risvolto positivo della questione, ossia l'abitudine del tecnico toscano nella gestione di quelle fasce sul braccio che a un certo punto si imbizzarriscono proprio come chi le indossa.

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