Amir Rrahmani (Ansa)
Amir Rrahmani (Ansa)

 

Napoli, 13 ottobre 2021 - Togliere sicurezze ai singoli per aumentare quelle del collettivo: è questa la mossa con cui Luciano Spalletti fin dall'estate ha plasmato un Napoli che comincia a fare sempre più paura in ottica scudetto.

Il portiere e il difensore

 A farne le spese degli elementi che nelle precedenti gestioni erano delle autentiche colonne della squadra. Il discorso può essere esteso solo parzialmente al ruolo di portiere, dove per la verità dal dopo Pepe Reina in poi all'ombra del Vesuvio vige tutto fuorché la continuità. Eppure, le promesse estive fatte ad Alex Meret erano ben altre: poi, un po' i guai fisici occorsi al friulano e un po' le ottime prove di David Ospina hanno riportato i pali del Maradona a quello stato di costante ballottaggio vigente sotto la gestione di Carlo Ancelotti prima e Gennaro Gattuso poi, con il colombiano che comunque al momento parte da una posizione privilegiata rispetto al compagno. Una delle poche chance rimaste all'ex Udinese per recuperare terreno è rappresentata dall'imminente sfida contro il Torino nella quale Spalletti potrebbe mischiare le carte a causa dei lungi viaggi intercontinentali che potrebbero stancare Ospina. A proposito di giocatori dall'umore non proprio al top: chi l'avrebbe mai detto che sarebbe stato proprio un suo ex allenatore a spedire in panchina un difensore del calibro di Kostas Manolas? Non che lo stesso greco, notoriamente desideroso di tornare in patria, stia facendo molto per far cambiare idea al tecnico col quale ha condiviso una lunga parentesi alla Roma: lo stesso allenatore che oggi, come partner perfetto di Kalidou Koulibaly, ha scelto senza troppe esitazioni Amir Rrahmani, che lo sta ripagando alla grande anche nelle vesti di bomber di scorta.

Il centrocampista  e l'esterno

 Non solo il reparto arretrato: anche nel centrocampo Spalletti ha abolito un dogma, ossia quello della titolarità a ogni costo di Piotr Zielinski, un giocatore che notoriamente non fa della continuità di rendimento il proprio punto di forza. Nelle fasi no del polacco il jolly del Napoli, oggi più che nel passato, si chiama Eljif Elmas, a sua volta ancora a caccia della definitiva consacrazione in azzurro (e non solo). Il discorso riguarda anche l'eterna promessa Matteo Politano, che ce la sta mettendo tutta per diventare il signore della corsia destra a spese di Hirving Lozano. Il problema è che entrambi meritano il posto da titolare grazie alle loro caratteristiche diametralmente opposte: più veloce il messicano, più tecnico l'italiano. Un 'bel' problema.

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