Luciano Spalletti (Ansa)
Luciano Spalletti (Ansa)

Napoli, 9 luglio 2021 - Aurelio De Laurentiis è avvertito: da ieri a Napoli esiste un altro oratore, ossia Luciano Spalletti, capace di intrattenere i giornalisti a suon di frasi a effetto e paroloni che all'ombra del Vesuvio sperano possano andare di pari passo con i risultati.

Insigne al centro del progetto

La presentazione alla stampa del tecnico di Certaldo ha confermato, nel caso qualcuno avesse ancora dubbi, che lo smalto dialettico e la grinta sono quelli dei giorni d'oro: un ingrediente, quest'ultimo, che l'allenatore toscano vuole subito infondere in una squadra chiamata nella prossima stagione a scrollarsi di dosso le scorie di quella precedente e soprattutto a riconquistare l'affetto dei tifosi. Su questo tasto Spalletti ha battuto a più riprese, consapevole del peso del feeling tra il Napoli e l'ambiente. Un ambiente che tra l'altro vive altre problematiche che stanno contribuendo ad agitare l'estate azzurra: su tutte il difficile rinnovo di Lorenzo Insigne, al quale il tecnico di Certaldo a distanza ha ribadito la propria stima. Tradotto in soldoni: la nuova era ruoterà proprio intorno al capitano, sempre ammesso che arrivi una firma al momento piuttosto lontana. Pur sognando già ad occhi aperti sulle ali dell'entusiasmo per il primo assaggio con una città che l'ha già conquistato, Spalletti è comunque consapevole che dal mercato in uscita potrebbe ricevere presto brutte notizie. Alcune cessioni potrebbero portare il marchio esclusivo di De Laurentiis, desideroso di abbassare il monte ingaggi e di immettere liquidità fresca nelle casse del club. Tuttavia, neanche il patron può farci molto per dirimere la matassa rinnovi che non riguarda solo Insigne: un problema che sembra tangere solo relativamente Spalletti.

L'erede di Sarri?

Il messaggio del neo allenatore azzurro al riguardo è chiaro: si può scegliere di andare altrove per guadagnare di più e magari vincere qualche trofeo prestigioso, ma consacrarsi a Napoli avrebbe un sapore diverso, quasi eterno. Quello che spera di raggiungere in prima persona proprio lui, che almeno sotto il profilo dialettico ha fatto breccia su una piazza che sostanzialmente dopo l'addio di Maurizio Sarri ha sempre faticato a innamorarsi dei nuovi tecnici. La 'toscanità' è la medesima, così come un linguaggio non esattamente principesco, ma in fondo è proprio questa vulcanica passionalità che una piazza altrettanto rovente cerca in allenatori e giocatori. Per questi ultimi ci sarà da lavorare, ma intanto Napoli si gode uno Spalletti già carico a (s)pallettoni.

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