Diego Martinez, allenatore del Granada (Ansa)
Diego Martinez, allenatore del Granada (Ansa)

Napoli, 14 dicembre 2020 - Inutile girarci attorno: il feeling tra il Napoli e l'urna di Nyon non è dei migliori e la conferma è arrivata nella giornata di oggi con il sorteggio per i sedicesimi di Europa League, che agli azzurri ha accoppiato l'insidia Granada.

La prima volta in Europa

Potrebbero sembrare le classiche parole iperboliche per caricare una sfida invece sulla carta piuttosto agevole. Un rapido sguardo alla classifica attuale della Liga può subito confutare questa tesi: la squadra allenata da Diego Martinez è attualmente settima, con in carniere un punto in più del Barcellona. Certo, in Spagna, così come in effetti in Italia, la situazione della graduatoria è molto parziale, ma qualche indicazione si può già raccogliere, specialmente se si allarga lo sguardo al percorso europeo: tra l'altro un inedito per il Granada, che nel suo girone è arrivato secondo alle spalle del PSV Eindhoven. Restando in ambito internazionale, non si può dire che gli spagnoli siano una macchina da gol (appena 6 quelli messi a referto), quanto piuttosto una compagine difficile da penetrare (sole 3 reti subite): notizie in teoria non terribili per un Napoli che sta pian piano facendo pace con la fase realizzativa, specialmente ora che a causa dell'infortunio di Osimhen si è avuto un ritorno alle origini per quanto riguarda gli schemi offensivi. Il dilemma quando si tratta di coppe europee è sempre il solito: tra sorteggi e gare effettive passano mesi nei quali le condizioni di salute delle squadre possono cambiare radicalmente. Soprattutto quest'anno che di mezzo c'è un ostacolo in più chiamato Covid-19.

Le stelle

Per il momento del Granada si conosce il sistema di gioco piuttosto collaudato: un 4-1-4-1 in cui spicca più il collettivo che i singoli. Eppure, elementi come Darwin Machis e Yangel Herrera meritano un approfondimento: basti sottolineare che si tratta di due colonne della Nazionale del Venezuela e che il primo dei due può vantare una breve ma infelice parentesi in Italia (all'Udinese) e che il cartellino del secondo appartiene ancora al Manchester City. A centrocampo c'è un'altra vecchia conoscenza della Serie A: quel Maxime Gonalons ex Roma ma soprattutto ex pallino di mercato del Napoli, che aveva intravisto nel francese uno dei migliori prospetti per occupare la cabina di regia. Alla fine non se ne fece nulla e, stagione in giallorosso del classe '89 alla mano, verrebbe proprio da dire, visto il periodo dell'anno, che i rimpianti degli azzurri sono durati da Natale a Santo Stefano.

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