Elseid Hysaj (Ansa)
Elseid Hysaj (Ansa)

Napoli, 26 luglio 2020 - C'è un Napoli a due facce che lascia pensieri agrodolci a Gattuso e in generale a tutto l'ambiente partenopeo. Questa dicotomia si ripercuote anche sull'alterno rapporto con la buona sorte, tanto benevola sui fuorigioco (ben 6 le reti annullate agli avversari degli azzurri nelle ultime 4 partite) quanto ancora ostile per quanto riguarda i legni (computo salito a 24 in stagione con il palo centrato ieri da Politano): uno dei tanti appunti presi in vista del Barcellona dal tecnico calabrese, preoccupato in particolare per la perdurante scarsa vena degli attaccanti.

Anche in questo caso c'è un rovescio della medaglia: se Mertens (diffidato e ammonito, salterà l'Inter) e compagni non segnano come nei giorni d'oro, si allarga invece la rosa dei giocatori che hanno trovato la via del gol in quest'annata, ora ben 17. L'ultimo a entrare nell'elenco degli esultanti è stato Hysaj, che curiosamente contro il Sassuolo ha trovato una gioia attesa addirittura 193 partite: la prima e forse l'ultima, qualora l'albanese e il suo entourage confermassero la volontà espressa mesi fa di cambiare aria a fine stagione. La pratica è stata poi chiusa nel recupero da un altro elemento ormai non più al centro del progetto: Allan, segnalato da radio mercato vicino all'Everton di Ancelotti, batte un colpo e rilancia la sua candidatura per le restanti gare di campionato e soprattutto per Barcellona. La missione non si preannuncia facile per il brasiliano, vista l'abbondanza a centrocampo per Gattuso, che invece si tormenta su una fase offensiva che ha evidenziato lacune anche al cospetto di un avversario non esattamente ermetico.

Dalle polveri bagnate di Insigne, che grazia Consigli da ogni distanza, alla totale estraneità al gioco di Milik, senza tralasciare nemmeno Callejon, rimasto all'ombra del Vesuvio forse più fisicamente che mentalmente. A ciò si somma la stanchezza accumulata dai cardini di una rosa costretta a continue rivoluzioni proprio per tutelarsi in ottica Barcellona. Se mischiando i protagonisti in difesa e a centrocampo il risultato non cambia (ieri anche grazie a un bel pizzico di fortuna), in attacco, tolto un vivacissimo Politano, gli azzurri faticano a concretizzare, più che a creare. Lo sa bene Gattuso, che nel dopopartita ha sottolineato tacitamente l'involuzione sul piano realizzativo di giocatori che in passato segnavano a raffica: a tal riguardo l'imminente arrivo di Osimhen in linea teorica dovrebbe fungere da manna dal cielo.