Napoli-Roma, Insigne esulta in onore di Maradona (Ansa)
Napoli-Roma, Insigne esulta in onore di Maradona (Ansa)

Napoli, 30 novembre 2020 - Un poker contro la Roma per salutare il San Paolo: il Napoli si concede una vittoria di lusso nell'ultima partita in cui verosimilmente l'impianto di Fuorigrotta ha avuto la vecchia denominazione prima di diventare Stadio Diego Armando Maradona. In una serata del genere poteva mai non brillare la stella di Lorenzo Insigne?

Passaggio di consegne

Il capitano azzurro, anzi, per l'occasione albiceleste, ha avuto il merito di aprire le marcature con una punizione magistrale che per certi versi ha rievocato le prodezze del numero 10 più illustre: quel 10 celebrato dal folletto di Frattamaggiore con tanto di maglia apposita da esibire al momento dell'esultanza. Considerando che l'ultima partita a cui Maradona aveva assistito al San Paolo era stata proprio un Napoli-Roma, il cerchio sembra essersi chiuso alla perfezione: all'epoca (correva l'anno 2013) i partenpei liquidarono i giallorossi con un perentorio 3-0, diventato addirittura 4-0 ieri grazie alle reti di Fabian Ruiz, Mertens e Politano che hanno completato l'opera iniziata da Insigne. Il capitano è stato anche il primo a concedersi ai microfoni del dopopartita, non nascondendo la voglia della squadra di rispondere sul campo alle dure critiche avanzate appena una settimana prima da Gennaro Gattuso, che aveva puntato il dito contro i presunti individualismi che spesso affliggono i partenopei nei momenti clou delle sfide più attese. Come atteso era il match contro lo spauracchio Roma che invece si è sgonfiato subito per merito di un Napoli tornato spietato nel segno dei 'piccoletti'.

Abbondanza in attacco

Sarà un caso o forse no, ma la migliore partita stagionale degli azzurri è arrivata nella notte dei revival: su tutti spicca quello di Dries Mertens prima punta, una mossa che, volutamente o meno, finisce sempre per risvegliare l'animo più rock dei partenopei. Un esempio tangibile risponde al nome di Piotr Zielinski, protagonista ieri di una prova maiuscola nelle non facili vesti di collante tra le due fasi di gioco. Il polacco, complice una condizione fisica in crescita dopo l'incubo Covid, ha risposto presente, creando così ulteriori grattacapi a Gattuso nel momento delle scelte. Con il rientro di Victor Osimhen qualcuno lì davanti dovrà accomodarsi in panchina. Già, ma chi? Se la cattiva notizia è questa, la buona è che con i 5 cambi il Napoli può davvero fare scacco matto agli avversari a partita in corso: se poi ti capita la serata super come quella vissuta ieri, allora non c'è neanche bisogno di stravolgere alcunché.

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