Josip Ilicic (Ansa)
Josip Ilicic (Ansa)

Napoli, 11 marzo 2020 - Con il pallone ormai fermo in Italia, l'attenzione va alle Coppe europee, a loro volta in bilico a causa del dilagare del Coronavirus. In attesa di future disposizioni intanto ieri l'Atalanta ha staccato il pass per i quarti di Champions League e l'ha fatto nel segno di Josip Ilicic, sempre più un rimpianto in casa Napoli.

TREQUARTISTA MAI ARRIVATO - Lo sloveno è finito a più riprese nei radar del club partenopeo, ma l'affondo decisivo non è mai stato sferrato a causa dei soliti rimbrotti rivolti a un giocatore accusato di avere spesso problemi fisici e soprattutto di mancare di continuità. A onor del vero, non si tratta di rimostranze totalmente immotivate, almeno fino alle ultime due stagioni, quelle che stanno vedendo l'exploit della formazione allenata da Gian Piero Gasperini soprattutto grazie all'estro del classe '88, mai così vicino all'azzurro come la scorsa estate. Riavvolgendo il nastro si torna con la mente a quando Carlo Ancelotti chiese ad Aurelio De Laurentiis un trequartista: il preferito era James Rodriguez, piuttosto inviso invece al patron a causa del rapporto qualità/prezzo/età. Lo stesso ragionamento il presidente l'aveva esteso a Ilicic, che sul taccuino dei sogni di mercato occupava la piazza d'onore. Come se non bastasse, a mettersi di traverso fu la stessa Atalanta, decisamente non intenzionata a cedere uno dei perni della squadra alla vigilia dello storico debutto in Champions League. Appena un anno prima tuttavia la musica era ben diversa: lo sloveno trascorse un'estate movimentata a causa di una fastidiosa infezione alla bocca che ne minò la qualità degli allenamenti, mettendo in dubbio addirittura il prosieguo della carriera. Per fortuna di Ilicic e del club orobico tutto si è risolto per il meglio, accrescendo di fatto i rimpianti del Napoli e in particolare di Ancelotti.

RINASCITA CON RIMPIANTO - Il trequartista richiesto a più riprese dal tecnico emiliano non arrivò e da quel momento in poi il rapporto già non idilliaco con De Laurentiis, nonostante le smentite di rito, cominciò ad incrinarsi prima di sfociare nell'esonero di dicembre. Il resto è storia nota: dopo l'approdo di Gennaro Gattuso gli azzurri, tornati a giocare con il 4-3-3, sono lentamente rinati. Insomma, tutto è bene quel che finisce bene? Sì ma fino a un certo punto, perché una piazza affamata di bel gioco come quella partenopea con un Ilicic del genere avrebbe potuto davvero stropicciarsi gli occhi e sognare ancora più in grande.