Diego Demme in azione contro il Rijeka (Ansa)
Diego Demme in azione contro il Rijeka (Ansa)

Napoli, 6 novembre 2020 - Alla voce 'vittoria poco convincente' ci finisce di diritto il successo del Napoli ai danni del Rijeka, che ha avuto il merito di sistemare di molto la situazione degli azzurri in Europa League: per il resto, i motivi di soddisfazione di Gennaro Gattuso sono ben pochi.

Le note negative

La delusione del tecnico calabrese si riversa principalmente sulla prima mezz'ora disputata dai suoi, definita senza mezzi termini "imbarazzante". In quel frangente i partenopei se la sono cavata con mestiere, fortuna e Meret: quell'Alex Meret tanto relegato a un ruolo ormai marginale quanto sempre determinante allorché chiamato in causa. Se il portiere friulano sale, scende (e non è una novità) Kalidou Koulibaly, ancora protagonista di tanti svarioni spesso graziati solo dalla scarsa qualità dei croati. Insomma, la nuova luna di miele tra il senegalese e il Napoli dopo il lockdown e in particolare all'alba di questa stagione sembra già attraversare una fase di crisi che nemmeno gli interventi spesso più appariscenti che efficaci dell'ex Genk riescono a mitigare. Voti bassi, anzi bassissimi, pure all'attacco, ancora a secco: Dries Mertens si è inceppato e Andrea Petagna ha confermato per chi non lo sapesse che non è un bomber.

Resiste Matteo Politano, che ci mette ancora una volta lo zampino nell'autorete che ha completato l'opera iniziata da Diego Demme. Se per battere il modesto Rijeka servono il gol di un mediano e una deviazione nella propria porta di un avversario, allora la bocciatura che va oltre il risultato è piuttosto chiara.

Le note positive

In vista della trasferta di Bologna non mancano tuttavia le buone notizie per Gattuso. La più importante è il recupero quasi completo di Lorenzo Insigne, che con la sua assenza ha ancora una volta spiattellato in faccia ai detrattori l'importanza della sua fantasia nello scacchiere tattico azzurro. Non solo il capitano: al Dall'Ara si rivedrà anche un riposato Victor Osimhen, a caccia di un gol che possa scacciare le prime critiche raccolte nella sua finora breve esperienza italiana. In realtà Gattuso a Fiume ha fatto riposare pure mezza difesa e in generale svariati titolari, dimostrando che è possibile far ruotare i giocatori senza incappare in un turnover suicida. La missione appare più semplice ora che molti titolarissimi stanno attraversando una fase di flessione: non che le seconde linee ieri abbiano approfittatto appieno della chance fornita loro in Croazia, ma la rosa del Napoli si è confermata comunque lunga e profonda.

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