Ivan Juric (Ansa)
Ivan Juric (Ansa)

Napoli, 15 aprile 2021 - Quello per la panchina del Napoli è un lungo casting che non sta tagliando fuori alcun profilo: dagli allenatori più esperti e più bravi a gestire lo spogliatoio a quelli esordienti che porterebbero con sé anche una bella dose di entusiasmo. Alla fine a spuntarla potrebbe essere il secondo scomparto, con Ivan Juric balzato in pole negli ultimi giorni.

Dall'amore al veleno

Si diceva dell'entusiasmo: un ingrediente irrinunciabile per Aurelio De Laurentiis. Lo stesso patron le sue scelte, felici o meno che fossero, le ha sempre fatte mosso da questo presupposto, che poi spesso è venuto a mancare su uno o più fronti principalmente a causa della personalità strabordante proprio del numero uno del club partenopeo. E' ciò che è successo con Gennaro Gattuso, ma non solo. La storia dei rapporti tra ADL e i suoi allenatori segue più o meno lo stesso copione: partenze sprint tra elicotteri (Rafa Benitez) o soprannomi rock (Ringhio Starr) ed epiloghi al vetriolo segnati da addii polemici e ricchi di strascichi. Raramente tuttavia il patron ha utilizzato l'abusata arma italica dell'esonero: le eccezioni sono Roberto Donadoni, Carlo Ancelotti e Maurizio Sarri. Non ci sono conferme (ma neanche smentite) ma gli ultimi due casi forse avranno il sapore del pentimento nella testa e nel cuore del vulcanico presidente, le cui decisioni sono mosse da due presupposti inscindibili: il bene del Napoli e la valorizzazione della rosa. Entrambi clamorosamente venuti meno nel recente passato, se si esclude l'isola felice chiamata Coppa Italia 2019/2020. Ecco quindi la virata su un allenatore giovane ed entusiasta: anche se, a onor del vero, chi ha mai visto sorridere il comandante Juric?

Allegri resta il sogno?

Con il croato il dogma del 'bel giuoco' tanto caro ad ADL rischierebbe di venire meno ma, con esso, anche qualche mugugno di troppo di un gruppo spesso piuttosto ribelle ai dettami dei vari allenatori. Per informazioni chiedere ad Ancelotti, che negli ultimi mesi è stato tra i pochi ex a non ricevere la chiamata nostalgica di De Laurentiis: nostalgia, sì, ma anche e soprattutto voglia di futuro nel segno di chi la piazza la conosce già. Tutti (da Sarri a Benitez, passando pure per il desaparecido Walter Mazzarri) hanno risposto picche, forse memori dei faldoni di contratti da stipulare con il patron infarciti di clausole e postille difficili da digerire. Max Allegri è il sogno (proibito?) di mezza Serie A e quindi tanto vale concentrarsi sulla concretezza: il marchio di fabbrica di Juric.

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