Napoli-Udinese, l'esultanza di Politano (Ansa)
Napoli-Udinese, l'esultanza di Politano (Ansa)

Napoli, 20 luglio 2020 - Neanche il rigore trasformato con tanto di eccesso di animosità nei confronti della panchina della Juventus nella vittoriosa finale di Coppa Italia era stato sufficiente a far entrare Matteo Politano nel cuore dei tifosi del Napoli, memori di qualche incertezza passata dell'esterno romano nell'accettare il trasferimento all'ombra del Vesuvio. A peggiorare la situazione ci si era messo il continuo paragone con un titano della fascia destra come José Callejon, curiosamente uno dei peggiori in campo nel match con l'Udinese: in queste crepe si è insinuato ieri Politano, che con un gran mancino all'ultimo respiro in un colpo solo ha dato un calcio alle resistenze dei friulani e a qualche critica di troppo.

Palla sul piede debole e poi spostata sul sinistro prima di esibirsi in un connubio di potenza e precisione: la prima rete in azzurro del classe '93 è un perfetto saggio del piatto forte della casa, quello che i sostenitori partenopei sperano di gustare spesso in un futuro nel quale cambierà tutto sulla corsia che per ben 7 anni è stata arata in lungo e in largo da Callejon. Lo spagnolo garantiva (e garantisce ancora, seppur con discontinuità) profondità e rapidità di gambe e di pensiero, oltre a quell'intesa con Insigne diventata proverbiale. L'ex Inter, giocando a piede invertito, ha bisogno di avere campo libero o di saltare l'uomo per poter esplodere un mancino di tutto rispetto: per informazioni chiedere a Musso e, ancor prima, al palo. A proposito di legni: continua la saga del rapporto a fasi alterne del Napoli con i montanti delle porte avversarie. E non solo.

Già, perché ieri alla consueta dose di sfortuna (protagonista Zielinski, che ha colpito il 50esimo legno dei suoi nelle ultime due stagioni) si è alternata un po' di grazia dalla Dea Bendata, evento tra l'altro già successo a Bologna con il palo centrato all'ultimo respiro di Danilo. Contro l'Udinese è stato Koulibaly a salvare i suoi con uno sgraziato calcione sulla linea che si è stampato sul proprio legno: una carambola che ha impedito a De Paul di raddoppiare. Precedentemente era stato Ospina a superarsi sulla botta ravvicinata di Lasagna, tutelando così la rete siglata da Milik dopo appena 37'' dal suo ingresso: un inizio al fulmicotone che lasciava presagire una prova di spessore del polacco, invece poi sparito nella ragnatela friulana come tutto l'attacco azzurro. Tutto, ad eccezione di Politano, l'ex "titubante" che sogna di diventare l'idolo del San Paolo.