Victor Osimhen (Ansa)
Victor Osimhen (Ansa)

Napoli, 7 settembre 2021 - Una sconfitta, quella pesantissima in amichevole contro il Benevento e una vittoria, quella in fase di ricorso per alleggerire la squalifica di Victor Osimhen da 2 a un turno: è questo il bilancio della giornata in casa di un Napoli alle prese con i postumi della debacle di ieri, indolore ai fini della stagione ma allarmante sotto certi aspetti.

Un'amichevole poco amichevole

 

La prima conseguenza dell'amarissimo derby con i sanniti è la riesplosione della contestazione contro Aurelio De Laurentiis che era stata attenuata dalle belle vittorie ottenute nelle prime due giornate di campionato. Le preoccupazioni di una parte della tifoseria riguardano la tenuta della rosa alla lunga distanza, in particolare quando inevitabilmente certi titolarissimi saranno costretti a fermarsi per squalifiche o infortuni: a prescindere dalla gara di ieri, non tutte le seconde linee sembrano all'altezza delle ambizioni stagionali del Napoli. Non solo: all'ombra del Vesuvio c'è già chi parla di 'effetto nuovo allenatore' vicino ad andare via. Nella memoria ci sono infatti gli esordi altrettanto positivi di altri tecnici che poi, via via, hanno visto la loro creatura calare alla distanza. A Luciano Spalletti il compito di smentire questo timore, che ha parzialmente avuto riscontri proprio nel derby amichevole con il Benevento dove, senza gli stimoli giusti, in alcuni casi è emerso il reale valore di certi giocatori, che evidentemente rendono al top solo se spronati dal proprio allenatore o dal desiderio di raggiungere obiettivi prestigiosi.

Attacco (quasi) al completo

 

C'è poi il fronte opposto che risponde al nome di Osimhen, uno che, per espressa dichiarazione di Spalletti, ha bisogno di essere placato anziché stimolato. Il nigeriano, non nuovo a sbracciare tanto (per la verità quasi sempre senza intenti bellicosi), avrà imparato la lezione dopo la 'grazia' ricevuta nel ricorso che gli consentirà di scendere in campo contro la Juventus? Solo il tempo emetterà questo verdetto, dopo quello che ha restituito al Napoli il suo numero 9 e forse anche il 14. A parlare stavolta non è un giudice ma l'infermeria, dalla quale è vicino a uscire Dries Mertens, alle prese con le ultime scorie dell'intervento alla spalla subito in estate. E Andrea Petagna? Per l'eroe del Ferraris, stadio in cui ironicamente era destinato a giocare se non fosse arrivato il veto di De Laurentiis nell'ultimo giorno di mercato, si profila lo scenario più temuto e scontato: tanta panchina e l'ingresso in campo solo nei casi di emergenza.

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