Victor Osimhen (Ansa)
Victor Osimhen (Ansa)

Napoli, 18 ottobre 2021 - C'è ancora lavoro per gli 'spaventatori professionisti' di cui parlava Luciano Spalletti nella conferenza stampa precedente la partita contro il Torino, quella che ha consegnato al Napoli l'ottava vittoria e, soprattutto, una vetta della classifica sempre più salda, con (al momento) solo il Milan in scia.

Una gara (quasi) stregata

In attesa di quegli scontri diretti che verosimilmente disegneranno una graduatoria meno allungata, gli azzurri possono brindare a un successo tutt'altro che scontato: lo si sapeva già alla vigilia, con all'orizzonte lo spauracchio Ivan Juric, ossia l'uomo che nello scorso torneo si mise tra i partenopei e la qualificazione alla Champions League. La conferma è arrivata sul prato del Maradona, dove forse per la prima volta in questa stagione la banda Spalletti ha dovuto fare i conti con sfortuna ed episodi negativi. Rigore sbagliato (con Lorenzo Insigne ormai una sentenza in tal senso), palo interno e gol annullato potevano fiaccare lo spirito di una squadra in passato spesso troppo fragile sotto questo profilo e invece, continuando a macinare gioco e occasioni, alla fine Victor Osimhen con un perentorio colpo di testa ha tolto le ragnatele dal sette, lasciando intatte solo quelle presenti sulla maglia già in clima Halloween. Tanto per restare in tema, il nigeriano riesce così a scacciare i fantasmi, con la bomba Juric stavolta disinnescata senza troppa angoscia. Certo, parte dei meriti va anche a David Ospina, sempre più padrone dei pali di Fuorigrotta (per la non gioia di Alex Meret): suoi i riflessi decisivi su Josip Brekalo, da un lato il migliore dei suoi ma dall'altro incredibilmente sprecone in almeno un paio di ripartenze.

Tra dubbi e quasi certezze

Si accennava agli 'spaventatori professionisti' di spallettiana memoria. In attesa di saperne di più sulle identità, si potrebbe provare a cimentarsi nel gioco dei ruoli, cercando di vestire i panni di chi vuole a tutti i costi spegnere gli entusiasmi all'ombra del Vesuvio. Finora del lotto delle big il Napoli ha affrontato solamente la Juventus e tra l'altro non nella sua miglior veste (per usare un eufemismo): all'appello mancano praticamente tutte le altre, compresa la Roma, prossima avversaria tra meno di una settimana. Insomma, al sorteggio del calendario stavolta Aurelio De Laurentiis non aveva alcun motivo per cercare la fuga in motorino ma, dall'altro lato, la domanda oggi più che mai sorge spontanea: c'è davvero la sicurezza che esista una squadra capace di fermare il Napoli di Spalletti?

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