Eljif Elmas (Ansa)
Eljif Elmas (Ansa)

Napoli, 1 aprile 2021 - Di solito la sosta per le Nazionali è piuttosto invisa per i rischi che può recare ai giocatori: ai 'classici' infortuni nell'ultimo anno s'è aggiunto lo spauracchio Covid-19, che in effetti sta già privando l'imminente ripresa del campionato di alcuni protagonisti. C'è però un risvolto positivo che le società (e i tifosi) spesso dimenticano: la rinascita di alcuni elementi che nei rispettivi club faticano, come Victor Osimhen ed Eljif Elmas.

Una vittoria storica

I titoloni naturalmente se li è presi tutti il macedone, reduce dal gol che ha consentito alla sua rappresentativa di battere a domicilio la Germania. Insomma, un'apoteosi per il classe '99, che alla sua seconda stagione all'ombra del Vesuvio vive ancora in una sorta di limbo: il talento e la duttilità ci sono, ma manca sempre quel qualcosa in più che possa fargli scalare le gerarchie agli occhi di Gennaro Gattuso. Innanzitutto il giusto minutaggio: nonostante gli appena 1175' giocati finora sono comunque arrivate 3 reti (2 in Serie A e una in Coppa Italia). Merito anche della posizione più avanzata in cui ultimamente è stato schierato Elmas, che si è riscoperto anche un ottimo sostituto di Lorenzo Insigne. Poi la continuità pure nell'arco della stessa partita, ma questo, si sa, è un inconveniente frequente quando si hanno tra le mani quei giocatori dal talento spiccato ma ancora grezzo come appunto il macedone che, a dispetto della giovane età, sta diventando sempre di più un leader della propria Nazionale: a Duisburg qualche sera fa è arrivato il suggello in tal senso, con la speranza del ragazzo e dell'ambiente partenopeo che questo possa presto accadere anche a Napoli.

Un calendario alleato

Il Lesotho non è la Germania, è chiaro, ma la rete siglata da Osimhen contro il piccolo stato dell'Africa meridionale è comunque importante per un giocatore che, proprio come il compagno Elmas, ha trovato finora appena 3 reti in stagione (in 1076' sul rettangolo verde tra un contrattempo e l'altro). L'età è quasi la stessa del macedone (il nigeriano è nato nel 1998), ma a pesare come un macigno è la differenza del peso dell'investimento operato da un Aurelio De Laurentiis che mai come ora sta osservando la squadra in vista dell'imminente mercato estivo: nonostante il fresco acquisto, l'impressione è che anche Osimhen possa teoricamente rischiare qualora dovesse arrivare un'offerta interessante. Ecco che quindi il 'piccolo' Crotone in calendario, così come il 'piccolo' Lesotho, sembra proprio arrivare nel momento giusto.

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