Napoli-Cagliari, Osimhen in azione (Ansa)
Napoli-Cagliari, Osimhen in azione (Ansa)

Napoli, 27 settembre 2021 - Lo spauracchio della vigilia, ammesso che potesse davvero chiamarsi così, era il grande ex Walter Mazzarri: in realtà il suo Cagliari al Maradona ha combinato poco o nulla anche e soprattutto per merito di un Napoli che ingrana la sesta e continua a veleggiare a punteggio pieno.

All'orizzonte Fiorentina e alberghi da dimenticare

Difficile scegliere un solo uomo copertina quando l'intera orchestra funziona alla perfezione: l'onore in questi casi, specialmente nel capoluogo campano, spetta spesso alla punta centrale, ossia la cilieginia su una torta finora molto gustosa. Osimhen segna per la sesta volta nelle ultime 4 gare (pregevole nell'occasione la discesa a destra di Zielinski), si sbatte e sbatte contro la non certo raffinata difesa sarda: ruvido in particolare il duello prolungato con Godin da cui scaturisce il rigore trasformato da Insigne per il definitivo 2-0. Il resto ricalca uno spartito che all'ombra del Vesuvio suona dalla prima giornata: si predica calma, perché in effetti il campionato è ancora lunghissimo ma, nello stesso tempo, si sogna ad occhi aperti anche alla luce delle tante analogie con la partenza sprint messa a referto da Maurizio Sarri nell'anno in cui il successo finale fu davvero a un passo. C'è poi chi parla di esame Fiorentina, senza dubbio una delle sorprese di questo inizio di stagione, per emettere i primi verdetti alla vigilia della seconda sosta del torneo: la location, tanto per restare in tema di amarcord, è proprio quel Franchi teatro del famoso 'scudetto perso in albergo'. La buona notizia è che, anche nella peggiore delle ipotesi, stavolta per il Napoli, calendario alla mano, non ci sarebbero rimpianti di quel calibro: prima ancora però c'è da onorare l'impegno di Europa League contro lo Spartak Mosca.

Il ritorno di Demme

Di sicuro i russi non saranno rinunciatari come i sardi di Mazzarri, venuti al Maradona con l'obiettivo neanche tanto velato di arroccarsi dietro e cercare di far resistere il proprio fortino più a lungo possibile: forse il peggior modo per provare a fermare una squadra che, in situazioni simili, ci sguazza visto che la linfa vitale del Napoli di Luciano Spalletti è senza dubbio il predominio territoriale. Acquisito quello e senza subire praticamente alcuna resistenza poi il gioco è fatto: un gioco in cui la panchina lunga (ieri da segnalare il rientro di Demme) sta ricoprendo un ruolo determinante che diventerà cruciale quando prossimamente il calendario metterà di fronte al Napoli match non solo ravvicinati ma anche molto più complicati.

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