4 apr 2022

Napoli, tattica e panchina lunga: la ricetta azzurra per sbancare Bergamo

Partita perfetta per Spalletti, che prima stende l'Atalanta con le sue stesse armi e poi chiude la contesa pescando dalle seconde linee

giusy anna maria d'alessio
Sport
Atalanta-Napoli, l'esultanza degli azzurri (Ansa)
Atalanta-Napoli, l'esultanza degli azzurri (Ansa)

Napoli, 4 aprile 2022 - Esiste un Napoli senza Osimhen ma soprattutto esiste un Napoli che allo scudetto crede davvero e a prescindere dall'avversario da superare: ne sa qualcosa l'Atalanta, che vede allontanarsi la zona Europa proprio a causa della furia azzurra e in particolare dei cosiddetti 'piccoletti'.

La tattica


Curiosamente i folletti partenopei hanno avuto la meglio sui colossi orobici: per una volta, verrebbe da dire, visto che ultimamente gli scontri tra queste due formazioni erano stati decisi proprio dalla prestanza fisica dell'aggressiva banda Gasperini. Di solito i campani avevano il pallino del gioco e i bergamaschi erano pronti a colpire a ogni minimo errore. Al Gewiss Stadium i ruoli si ribaltano, con l'attuale capolista del campionato che mette di nuovo in pratica la tattica già sfoderata a Verona, un altro campo spesso fatale: via i fronzoli e largo alla praticità. Il primo step per raggiungere questo scopo è mollare ai rivali il possesso della sfera, il grande caposaldo del Napoli a partire dall'era Sarri: così facendo, gli azzurri hanno tolto ad Atalanta ed Hellas l'arma principale, ossia la pressione furiosa sul portatore di palla e contemporaneamente si sono arrogati la facoltà di sfoderare un gioco simile. Duelli quasi uomo su uomo per poi fiondarsi negli spazi che si aprono e che, evidentemente, non sono terreno fertile per il solo Osimhen: specialmente se dal cilindro di Spalletti sbuca il virgulto Zanoli, che con un lancio illuminante pesca Mertens, anticipato in maniera fallosa da Musso. Ne scaturisce il rigore che, di fatto, stappa una partita che altrimenti rischiava di mettersi su binari molto più complicati.

La panchina

 

A mettere in discesa la gara anche il gol, l'ennesimo stagionale, nato dagli sviluppi di un piazzato: Insigne, già a segno dal dischetto, pennella per Politano, che rompe il lungo digiuno personale e firma il raddoppio. L'Atalanta, pur non nella sua veste migliore, resta temibile e così, dopo aver costruito (e sciupato) diverse occasioni, riesce a dimezzare lo svantaggio con l'incornata di De Roon, vanificata nel finale dal gol della staffa nato dalla panchina, un'altra grande risorsa del Napoli: Lozano apparecchia per Elmas, che deposita la sfera nel sacco e mette in ghiaccio un risultato accolto all'ombra del Vesuvio come la prova di maturità definitiva di una squadra che sogna sempre più in grande. Certo, se poi stasera dal Meazza arrivassero notizie positive, allora più che di sogno si potrebbe parlare di solida realtà.

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