David Ospina (Ansa)
David Ospina (Ansa)

Napoli, 19 febbraio 2020 - La priorità l'aveva dettata fin dal giorno del suo insediamento in panchina: per far rinascere il Napoli dalle proprie ceneri Rino Gattuso voleva innanzitutto aggiustare la difesa e adesso la missione sembra compiuta.

LE CAUSE - A parlare sono i numeri: zero gol subiti nelle ultime 2 partite, considerando campionato e Coppa Italia, era un primato che all'ombra del Vesuvio non si vedeva addirittura da ottobre. In generale, gli azzurri di recente hanno collezionato 4 clean sheet che fin dall'estate erano diventati una chimera: basti pensare che la stagione sotto la guida di Carlo Ancelotti cominciò con 7 reti incassate in 2 gare, trend che strada facendo sarebbe stato invertito solo leggermente. La colpa di questa fragilità difensiva è stata distribuita un po' a tutti i protagonisti: dagli assenti giustificati (Raul Albiol, oggi al Villarreal) a chi evidentemente non li ha saputi sostituire a dovere (Kostas Manolas), passando per chi invece è diventato solo la brutta copia di sé (Kalidou Koulibaly). In realtà, l'emorragia del reparto arretrato, si sa, spesso ha cause molto più profonde: concentrazione, mancanza di equilibrio e sfiducia totale sono solo alcune delle pecche sulle quali sta lavorando Gattuso. Numeri alla mano, il ruolino di marcia in fase passiva non è cambiato di molto: nelle 12 partite giocate sotto la nuova gestione tecnica, il Napoli ha subito 15 gol, riuscendo a chiudere la porta solo 4 volte. Eppure, rispetto all'era Ancelotti sembra cambiato il mondo, specialmente nelle ultime settimane.

LA RICETTA DI RINGHIO - La via per la guarigione totale è ancora lunga e la batosta interna contro il Lecce è un valido promemoria. Quel giorno gli azzurri furono messi spalle al muro dal possesso palla dei salentini, bravi a scoccare ben 10 conclusioni verso David Ospina. La rinascita dei partenopei sta partendo da idee simili a quelle di Fabio Liverani: Gattuso vuole che la sua squadra costruisca l'azione sempre dal basso, pure a costo di assumersi qualche rischio in uscita. Riportando il pallino del gioco nelle proprie mani, un po' come fu sotto la fortunata gestione di Maurizio Sarri, il Napoli si sta ritrovando, anche se la qualità della manovra è molto diversa. Eppure, anche i cultori della "grande bellezza" per quest'anno sembrano propensi ad accettare questa versione operaia degli azzurri, specialmente adesso che l'emorragia difensiva si sta finalmente fermando, regalando scenari rosei per il finale di stagione.