La delusione degli azzurri al Dall'Ara
La delusione degli azzurri al Dall'Ara

Napoli, 26 maggio 2019 - Il primo anno di Carlo Ancelotti a Napoli non passerà di certo alla storia: a coronamento - si fa per dire - di una cavalcata piatta e senza grossi picchi è arrivata la sconfitta di Bologna che ha impedito ai partenopei di raggiungere quota 80 punti, l'ultimo obiettivo rimasto a disposizione in stagione.

IL BELLO E IL BRUTTO - Obiettivo platonico, per la precisione, fissato più che altro per dare un senso alle ultime partite di un campionato ormai senza più stimoli. Oltre alla squadra di Sinisa Mihajlovic, a sorridere è anche Maurizio Sarri, che vede lo score finale della sua prima stagione in Campania (82 lunghezze) non appaiato da quello del tecnico emiliano, sotto la cui gestione il Napoli non raggiunge gli 80 punti dopo 3 anni. All'epoca in panchina sedeva Rafa Benitez, un allenatore non ricordato con particolare affetto all'ombra del Vesuvio nonostante sia di fatto l'ultimo ad aver portato trofei. Questo aspetto la dice lunga sull'incontentabilità della piazza partenopea, aggravata dal ko del Dall'Ara nel quale sono emersi pregi e difetti della compagine di Ancelotti. I pregi fanno rima con i veterani José Callejon e Dries Mertens, dopo il cui ingresso gli azzurri hanno letteralmente fatto saltare il banco. E dire che c'è chi li vedeva fuori dal progetto. I difetti, altrettanto noti, riguardano sia la fase offensiva che quella difensiva: davanti resta la piaga della poca concretezza, esacerbata dal 27esimo legno colpito in stagione, mentre dietro, senza Kalidou Koulibaly, si balla. Lo sa bene Federico Santander, che già nel match di andata, in cui curiosamente il senegalese mancava proprio come ieri, aveva castigato i campani e lo sa anche Aurelio De Laurentiis, che non a caso farà carte false per trattenerlo.

MALE GLI ESTERNI - Il discorso non riguarda né Simone VerdiLorenzo Insigne, i peggiori in campo del match del Dall'Ara. L'ex di turno continua a sembrare un pesce fuor d'acqua, mentre il folletto di Frattamaggiore appare sempre più lontano dal progetto. La prova arriva dalla sua scialba prestazione nel ruolo di esterno che in passato esaltava le sue qualità. Altri tempi per il numero 24 e per il Napoli, che rispetto allo scorso campionato fa registrare un saldo di -11 punti. Le attenuanti per Ancelotti, chiamato letteralmente a rivoluzionare il gioco della squadra nell'arco di pochi mesi, ci sono, ma l'impressione è che anche per il tecnico emiliano il prossimo sia l'anno della verità. Stavolta senza più scusanti.