Arkadiusz Milik (Ansa)
Arkadiusz Milik (Ansa)

Napoli, 18 dicembre 2020 - Proprio nel momento in cui l'attacco continua a perdere pezzi, Arkadiusz Milik dichiara ufficialmente guerra al Napoli: il polacco ha infatti letteralmente alzato un muro dopo aver ascoltato le richieste avanzate dal club partenopeo per lasciarlo partire a gennaio.

Cronaca di un amore mai sbocciato

Una cifra compresa tra 15 e 18 milioni: un'enormità se rapportata all'assenza effettiva dal campo del classe '94 e soprattutto alla scadenza del suo contratto, fissata a giugno 2021. Il dettaglio non è sfuggito alle pretendenti alla punta, che teoricamente non mancano. Già, teoricamente, perché né Juventus Atletico Madrid né alcun'altra squadra hanno voglia di sborsare una tale somma per un giocatore che tra meno di un anno potrà essere prelevato a zero, con la firma che potrà avvenire a partire dal 1° febbraio. Insomma, praticamente un affarone per chiunque si accaparrerà Milik, che non è il miglior attaccante al mondo ma sicuramente un ottimo prospetto che ha solamente dimostrato fin da subito uno scarso feeling con la piazza partenopea. A dirla tutta, la mala sorte ci ha messo più di una volta lo zampino con i vari infortuni che hanno flagellato il polacco, che tuttavia ha sempre dimostrato di sapersi rialzare e tornare utile alla causa, come si evince dalla stupefacente media tra minuti in campo e gol realizzati. Nulla di tutto ciò è stato sufficiente a rinsaldare un matrimonio che vacillava da un po' e che ha ricevuto il colpo di grazia quando il Napoli ha acquistato Victor Osimhen: una scelta che ha messo spalle al muro il classe '94, che non è stato inserito in alcuna lista del club.

La palla passa ad ADL

Lo scenario in tal senso potrebbe cambiare a gennaio, ma i presupposti per la pace non ci sono, soprattutto dopo gli ultimi spifferi che trapelano da Castel Volturno dopo l'incontro avvenuto tra le parti. Il clima è teso anche a causa di vecchie pendenze presenti tra il club e il giocatore che, inutile dirlo, al momento è in una posizione privilegiata. Almeno fuori dal campo, visto che il rettangolo verde a questo punto potrebbe vederlo solo con la propria Nazionale. Per il resto la palla passa al Napoli, che dovrà decidere entro poche settimane se abbassare le pretese per non perderlo a zero a giugno o se perseverare sulla strada dell'orgoglio e della coerenza: due ingredienti che però, si sa, non aiutano un bilancio che, tra Covid e mancata qualicazione in Champions League, sta inevitalmente soffrendo forse per la prima volta nel corso dell'ormai lunga era De Laurentiis.

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