Dries Mertens (Ansa)
Dries Mertens (Ansa)

Napoli, 17 marzo 2021 - Il momento di generale rinascita vissuto dal Napoli sembra non toccare Dries Mertens, che invece sta vivendo la sua fase peggiore da quando veste la maglia azzurra.

Un'estate con l'ombra dell'Inter

Considerando che il belga è sbarcato all'ombra del Vesuvio nell'ormai lontano 2013, la statistica risulta attendibile e soprattutto preoccupante: 6 gol e 7 assist in 26 presenze stagionali sono un bottino scarso specialmente se paragonato ai fasti del passato che hanno fatto del numero 14 il miglior marcatore della storia del club. Una storia, quella tra Mertens e il Napoli, che ha rischiato di interrompersi la scorsa estate, quando il rinnovo è arrivato solo dopo un lungo tira e molla reso ancora più teso dall'ombra dell'Inter. Nemmeno le sirene di Antonio Conte, del connazionale e amico Romelu Lukaku e delle ambizioni tricolori (oggi confermate dalla classifica) hanno sedotto il belga che comunque, va ricordato, ha vissuto settimane di confusione risolte solo dalla firma del nuovo contratto con scadenza giugno 2022 a 4 milioni netti di ingaggio che diventano 5 con i bonus, oltre a 2,5 milioni incassati al momento del raggiungimento dell'accordo. Insomma, epilogo romantico ma fino a un certo punto, soprattutto alla luce della stagione finora negativa vissuta da Mertens, che dalla sua ha l'attenuante dei gravi problemi che stanno perseguitando la sua caviglia fin da dicembre. L'altra nota di merito del miglior marcatore della storia del club partenopeo è che la rinascita sul campo è maturata proprio fin dal suo rientro dall'infortunio: una coincidenza o un dato di fatto?

Il passato da esterno sinistro

Difficile da dire, anche perché intanto pure il suo omologo Victor Osimhen combatteva e combatte ancora con una forma precaria a causa dei tanti stop fisici, a testimonianza che forse a reggere sulle sue spalle il peso dell'intero attacco azzurro in realtà è sempre stato il più piccolo della compagnia, almeno per quanto riguarda la stazza: Lorenzo Insigne. Curiosamente, all'origine della sua avventura all'ombra del Vesuvio il belga era il sostituto appunto del capitano: sembra passata un'eternità da allora perché nel frattempo Mertens è diventato una punta centrale con il vizio del gol. Proprio lui che agli inizi era tacciato di scarsa freddezza sotto porta: bei tempi in cui almeno l'ex PSV ci arrivava costantemente al cospetto del portiere avversario. Il Mertens di oggi è invece un giocatore troppo statico e fuori dal gioco: praticamente il gemello brutto del funambolo che faceva impazzire le difese.

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