Dries Mertens (Ansa)
Dries Mertens (Ansa)

Napoli, 30 luglio 2020 - Un presente importante in campo e un futuro forse ancora più determinante fuori il rettangolo verde: Dries Mertens, bomber principe della storia del Napoli, si sente la maglia azzurra cucita addosso e ha voglia di aiutare i compagni di squadra presenti e quelli che arriveranno a breve, come il tanto atteso Victor Osimhen. Di questo e di molto altro il belga ha parlato oggi ai microfoni di Radio Kiss Kiss.

La prima domanda non poteva che riguardare le condizioni fisiche del numero 14, fermo da una settimana a causa di un fastidio alla schiena. "Sto un po' meglio: in generale dobbiamo farci trovare pronti per la gara contro la Lazio, che sarà molto delicata". Lo sarà ancora di più quella di Barcellona che, a causa delle precarie condizioni sanitarie che in queste ore stanno attanagliando la Spagna, vive una forte incertezza sulla modalità di svolgimento. "Da qui alla partita può succedere di tutto. Ammetto che all'inizio non è stato facile giocare a porte chiuse: penso al match con l'Inter - afferma Mertens - e ricordo di quanto fosse strano sentire le voci, uno scenario a cui invece ora mi sono abituato. La pandemia è un problema serio ma noi dobbiamo pensare solo a giocare una sfida del genere". Dice bene il belga, che si affida alla cura Gattuso per credere, così come l'intera squadra, in un'impresa che avrebbe del miracoloso. "Il mister è molto carico e in effetti solo in questo modo si può andare lì e sperare avvero di farcela. Vogliamo regalare un risultato unico e prestigioso alla città di Napoli".

Poi la conversazione si sposta sulla questione rinnovo che ha fatto tribolare per mesi i tifosi azzurri, almeno prima della tanto attesa fumata bianca. "Sì, è vero, ci ho pensato un po' su ma alla fine ce l'abbiamo fatta: sono felicissimo di continuare a stare in un posto bellissimo e con gente con cui ho un ottimo rapporto". Mertens è ormai ben calato nella realtà partenopea ma, nonostante questo, preferisce non guardare troppo in là, sia in campo sia fuori. Cominciando dal primo, la priorità ora è solo una e si chiama Lazio. "Voglio giocare e segnare sabato: questo è il mio unico pensiero al momento". Poi, appunto, c'è il fattore esperienza che tornerà molto utile nell'immediato futuro, quando a Napoli sbarcheranno almeno due nuove punte. "Mi piacerebbe aiutare i giovani ad ambientarsi, in particolare chi viene da un altro paese e deve adettarsi". Ogni riferimento a Osimhen non è puramente casuale, senza dimenticare Petagna.