Dries Mertens (Ansa)
Dries Mertens (Ansa)

Napoli, 6 aprile 2020 - Prima dell'interruzione forzata della stagione il rinnovo di Dries Mertens, complice un pranzo chiarificatore con Aurelio De Laurentiis, sembrava a un passo. Poi, appunto, la pausa a causa dell'emergenza sanitaria e con essa il ritorno di nubi e incertezze all'interno di una telenovela che dura ormai da un paio di anni.

L'INTER OSSERVA - Le puntate più succulente sono però quelle degli ultimi mesi, quando nel rapporto di coppia alle prese con la crisi del settimo anno hanno fatto capolino diverse tentazioni. Una su tutte: l'Inter, che ha osservato con attenzione il susseguirsi delle alterne notizie provenienti da Napoli. Dal gelo alla pace, suggellata dalla rete contro il Barcellona che è valsa al belga il titolo di miglior capocannoniere del club partenopeo, traguardo condiviso con Marek Hamsik. E' storia di fine febbraio, ma sembra passata un'eternità perché nel frattempo il pallone ha smesso di rotolare, impedendo all'ex PSV di allungare sullo slovacco per entrare ancora di più nella Hall of Fame di una società dalla quale adesso si sta nuovamente allontanando. Le cause sono molteplici: la prima è innanzitutto l'interruzione netta della vita nel mondo del calcio, comprese le trattative per i rinnovi, specialmente quelle che già si presentavano in salita come appunto nel caso di Mertens. E' stato infatti troppo ottimistico pensare che una semplice chiacchierata davanti a una tavola imbandita potesse cancellare mesi di acredini, emerse con tutta la loro prepotenza dopo quel 5 novembre che ha segnato inesorabilmente la stagione del Napoli e i rapporti tra i tesserati e il club.

A CAPO DELLA RIVOLTA - I principali artefici dell'ammutinamento sono stati proprio i senatori della rosa, con Mertens che non ha fatto eccezione. Difficile pensare che all'origine della rivolta ci fosse solo la scarsa voglia dei giocatori di andare in ritiro. Più probabile che molti di essi avessero dei sassolini da togliersi dalle scarpe. Parlando del belga, il pensiero torna a quando De Laurentiis accusò lui e José Callejon di andare a caccia di un contratto troppo esoso in relazione all'età non più verde. Parole pesanti che hanno minato un rapporto che sta vivendo l'ennesima fase di down. Per la gioia dell'Inter, che prepara il piano per rinforzare a zero euro un reparto avanzato già di tutto rispetto. Quello del Napoli invece, se si considera anche il possibile addio di Arkadiusz Milik e dello stesso Callejon, rischia di vivere un'autentica rivoluzione.