Dries Mertens, 31 anni
Dries Mertens, 31 anni

Napoli, 19 marzo 2019 - Il colpo di scena che non ti aspetti: non è detto che la storia tra Dries Mertens e il Napoli sia vicina ai titoli di coda.

LA CRISI DI FINE AUTUNNO - Merito del rinnovato entusiasmo del belga, tornato a giocare sulla fascia dopo il fortunato biennio con Maurizio Sarri da punta centrale. Certo, l'impatto iniziale con i nuovi dettami tattici di Carlo Ancelotti non è stato facile per l'ex Psv, che ha patito sia qualche panchina di troppo che l'insolita anemia in fase realizzativa. Ammesso che 12 gol segnati, di cui 9 in campionato, siano un bottino magro per un attaccante abituato di recente a ben altri fasti. A remare contro Mertens c'è sicuramente la distribuzione sproporzionata delle suddette reti: solo 2 centri nei primi 2 mesi della stagione, seguiti da un'impennata a partire da metà ottobre con 8 gol messi a referto in un autunno nel quale spicca la tripletta rifilata all'Empoli. Poi, tra fine 2018 e inizio 2019, la crisi: prima delle rete che ha contribuito a castigare l'Udinese domenica, il belga aveva esultato solo con il Bologna il 29 dicembre. Nel frattempo, oltre a mancare i gol, latitavano anche le prestazioni e gli assist, il pane quotidiano di un esterno che adesso, in un colpo solo, sembra aver ritrovato tutte le armi a sua disposizione.

L'OMBRA DI LOZANO - Ce n'è una che spicca su tutte: la leadership che Mertens garantisce e che non è detto che il Napoli voglia perdere a giugno, quando mancherà un anno alla scadenza del contratto che lega il classe '87 al club partenopeo. Oltre al chiaro desiderio di non perdere a zero euro un giocatore che solo fino a un paio di anni fa aveva sforato i 40 milioni di valore di mercato, ad animare i pensieri di Aurelio De Laurentiis c'è il fattore appartenenza: è chiaro che il Napoli del futuro cambierà, come proprio il patron ha dichiarato, ma è altrettanto palese che non si possono togliere troppe colonne a una squadra che solo poco tempo fa ha perso capitan Marek Hamsik. Una partenza per la verità assorbita bene dal gruppo, perché lo slovacco in fondo era in evidente parabola discendente. E Mertens? E lo stesso José Callejon, un altro che dopo un inizio di stagione grigio si sta caricando gli azzurri sulle spalle? Anche il contratto dello spagnolo scade nel 2020, ma l'impressione è che Cristiano Giuntoli, che da tempo pressa il Psv per accaparrarsi Hirving Lozano, debba rivedere i suoi piani: forse è troppo presto per mandare in pensione i due esterni tutto pepe e leadership.