Alex Meret (Ansa)
Alex Meret (Ansa)

Napoli, 1 giugno 2021 - Ospina o Meret? Il ballottaggio tra chi dovesse difendere i pali del Napoli è stato uno dei più grandi tormentoni dell'era Gattuso. Tormentone che, con l'avvento in panchina di Luciano Spalletti, sembra essere ai titoli di coda, con il friulano di fatto futuro padrone a tutti gli effetti della porta azzurra.

Un tirocinio di 3 anni

Insomma, dopo i tanti problemi vissuti dal classe '97 fin dal suo approdo nel capoluogo campano adesso è finalmente tornato il sereno. Innanzitutto la gioia di essere entrato nel lotto dei portieri scelti da Roberto Mancini per l'imminente spedizione a Euro 2021: Meret sarà soltanto il terzo estremo difensore nelle gerarchie del ct, ma anche questo traguardo minimo fino a pochi mesi fa appariva come una chimera proprio a causa dello scarso minutaggio accumulato all'ombra del Vesuvio in nome di quell'alternanza tanto cara al neo allenatore viola. Napoli chiama Firenze: Dragowski e Terracciano sono avvertiti. L'usanza sparirà invece nel capoluogo campano, per la gioia di Meret ma anche di Aurelio De Laurentiis, che nel 2018 spese oltre 25 milioni per strapparlo all'Udinese e a una folta concorrenza che aveva individuato nel friulano uno dei migliori portieri italiani del presente e del futuro. Più futuro che presente, almeno a Napoli, dove praticamente Meret, tra infortuni e scelte più o meno condivisibili, ha dovuto aspettare quasi 3 anni (e il passaggio di ben 3 allenatori) per diventare titolare a tutti gli effetti. Con buona pace di Ospina, il cui futuro potrebbe essere altrove: per la precisione proprio alla corte di Gattuso, che nella sua prima lista della spesa in viola avrebbe inserito il nome del colombiano, di cui apprezza in particolare le doti con i piedi.

Fuori Cragno, dentro Meret

Doti non esattamente spiccate in Meret che però, è bene ricordarlo, di professione fa il portiere. E con le mani il friulano se la cava proprio bene, come ha avuto modo di mostrare a tutti (Ringhio in primis) quando Ospina si è dovuto fermare a lungo per un guaio muscolare. Mors tua vita mea: lo stop del colombiano ha generato un piacevole effetto domino per Meret, rinato prima a Napoli e poi, di conseguenza, agli occhi di Mancini, che lo ha preferito a Cragno per occupare il ruolo di terza scelta. Forse poco per un talento del calibro dell'ex Udinese o forse no, perché Meret non è di certo un giocatore dal carattere estroverso: va da sé che la spedizione con l'azzurro dell'Italia non potrà che fargli bene. Unita all'investitura ufficiale arrivata da Spalletti.

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