Koulibaly contrasta Messi (Ansa)
Koulibaly contrasta Messi (Ansa)

Napoli, 9 agosto 2020 - Oltre 5 mesi nel segno della speranza per poi riporre mestamente i sogni di gloria nel giro di 45': tanto è durata l'illusione del Napoli di riuscire a sfatare il tabù quarti di finale di Champions League, traguardo invece raggiunto per l'ennesima volta da un Barcellona prima feroce e poi bravo a controllare una partita dalle mille sfumature.

Il 3-1 finale rende giustizia allo strapotere dei blaugrana ma forse non fotografa fino in fondo i rimpianti degli azzurri cominciati già dopo pochi giri di lancette con l'ennesimo legno colpito in stagione: il protagonista è Mertens, imitato (si fa per dire) nella ripresa da Lozano. Non il miglior viatico per provare ad abbattere il fortino Camp Nou, nel quale i catalani non conoscono il sapore della sconfitta da 36 partite della competizione continentale più prestigiosa. Alla sfortuna si somma poi una dubbia decisione arbitrale che convalida l'incornata di Lenglet nonostante una chiara spinta su Demme, che finisce per travolgere pure Koulibaly. Il fischietto Cakir ha involontariamente compensato l'errore annullando per un tocco di mano inesistente la botta ravvicinata di Messi, a dir poco superlativo sulla precedente rete che l'ha visto prima sgusciare via all'intera difesa partenopea e poi trafiggere Ospina con un preciso mancino a giro sul palo lontano. C'è lo zampino (nel vero senso della parola) dell'asso argentino anche nel rigore trasformato da Suarez e guadagnato proprio dal numero 10, falciato da un Koulibaly disastroso che rischia di congedarsi nel peggior modo possibile dal Napoli. Destino, stavolta certo, toccato a Callejon, tra i meno pimpanti, tanto per usare un eufemismo, del già pallido primo tempo dei campani.

A ravvivare la ripresa ci ha pensato il penalty assegnato nel maxi recupero della frazione iniziale da Cakir per fallo di Rakitic su Mertens: Insigne segna e regala ai suoi l'illusione di una rimonta destinata a rimanere una chimera. Manovra farraginosa, attacchi sterili complice lo scarso apporto in fase offensiva di mezzali e ali e un apparente buon possesso palla frutto più che altro di una concessione di un Barcellona nelle comode vesti di controllore. Dopo il triplice fischio davanti a Gattuso si stagliano due strade: una è quella sbarrata del passato, imboccata da giocatori arrivati al capolinea dell'avventura all'ombra del Vesuvio e l'altra, molto più soleggiata, si affaccia su un futuro indubbiamente roseo qualora dal mercato arrivassero gli innesti giusti.