L'esultanza di Mertens e Llorente
L'esultanza di Mertens e Llorente

Napoli, 18 settembre 2019 - Vedi Napoli e poi muori: il noto proverbio sembra ormai calzare a pennello al Liverpool, che ancora una volta cade nella trappola del San Paolo.

KLOPP RECRIMINA - Poco più di un anno fa fu una zampata di Lorenzo Insigne all'ultimo respiro a stendere coloro che poi avrebbero vinto quell'edizione della Champions League. E' proprio a questa cabala che in un certo senso si aggrappa Jurgen Klopp, oltre all'arbitraggio: l'allenatore tedesco a fine partita si è scagliato contro il connazionale Brych per il rigore fischiato sul contatto tra Robertson e Callejon, con quest'ultimo che a detta del tecnico di Stoccarda ha anticipato la caduta. Insomma, a distanza di poche settimane dal caso Mertens che fece infuriare la Fiorentina, torna lo spettro "tuffi" per il Napoli, che però a sua volta replica con un dato di fatto incontrovertibile: quando batti i campioni in carica e per giunta lo fai con un perentorio 2-0 risulta difficile parlare di risultato bugiardo o di vittoria immeritata. Quest'assioma spazza via le polemiche e inserisce i partenopei nel novero delle possibili sorprese di una Champions League cominciata col botto all'ombra del Vesuvio. Dopo qualche balbettio di troppo nelle prime partite, gli azzurri si stanno pian piano compattando e ciò sta avvenendo in particolare grazie al ritorno sugli scudi di pedine come Koulibaly, apparso ieri più vicino ai giorni d'oro dai quali è ancora lontano Manolas. Il greco ha commesso varie sbavature che hanno rappresentato il più classico degli sliding doors: chissà come sarebbe finita se Salah avesse segnato dopo la clamorosa svirgolata dell'ex Roma, tra le poche note stonate in una serata da incorniciare.

IL MIGLIORE A SORPRESA - Se Manolas finisce dietro la lavagna, brilla il collega di reparto Mario Rui, che a fine match guadagna con merito i galloni del migliore in campo grazie a una prova perfetta contro un avversario di tutto rispetto proprio come la scheggia egiziana. Il lavoro del portoghese e del resto della retroguardia è stato poi esaltato dal coraggio di riuscire a colpire il Liverpool nel momento di maggiore sofferenza, quando gran parte degli azzurri boccheggiava. Gli inserimenti di Zielinski e soprattutto Llorente hanno in tal senso "incartato" Klopp e la sua squadra apparsa frenetica e disordinata, una pecca che in passato palesava il Napoli in casi del genere. Già, in passato, perché oggi i partenopei sanno soffrire, una dote irrinunciabile per vincere a ogni livello.