Allo Juventus Stadium ci sono la Juventus e la squadra arbitrale, non il Napoli (Ansa)
Allo Juventus Stadium ci sono la Juventus e la squadra arbitrale, non il Napoli (Ansa)

Napoli, 4 ottobre 2020 - Juventus-Napoli non si giocherà stasera. La partita è stata dichiarata chiusa: la Juve e la squadra arbitrale erano presenti allo Stadium. Ma mancava il Napoli: infatti la squadra partenopea non è partita dal capoluogo campano su invito della Asl locale, mentre la Lega di Serie A è ferma nel sostenere che non c'erano le condizioni per rinviare la partita. Passati i 45' da regolamento, Juventus-Napoli è stata dichiarata chiusa dall'arbitro Doveri. I giocatori bianconeri hanno lasciato l'Allianz Stadium. Deciderà martedì il Giudice Sportivo, ma al momento, salvo reclami (certi), il risultato è 3-0 a tavolino per i bianconeri.. 

Ora lo scontro è inevitabile, e avrà un seguito a carte bollate, anche dopo le parole del ministro Speranza ("E' deciso Juventus-Napoli non si gioca"). Infatti la Lega calcio fa muro e ha ribadito che la partita deve avere luogo questa sera. Via Rosellini ha diramato una nota ufficiale con le motivazioni (che trovate qui sotto) per la disputa del match. Intanto oggi è continuata la Serie A (qui le partite di oggi), a parte Genoa-Torino già rinviata. Anche il Codacons ha chiesto lo stop del campionato: "Il calcio deve fermarsi, e il Governo deve imporre lo stop a tutti i campionati di calcio in Italia, pena un ricorso al Tar da parte del Codacons". E la Asl ha scritto ancora al Napoli: "Non partite".

Sulla polemica poi è intervenuto con una nota il Comitato tecnico scientifico CTS: "Il CTS, a proposito del caso dei calciatori positivi al contagio dal virus SARS-CoV-2, richiama gli obblighi di legge sanciti per il contenimento del contagio dal virus e ribadisce la responsabilità dell'Autorità Sanitaria Locale competente e, per quanto di competenza, del medico sociale per i calciatori e del medico competente per gli altri lavoratori".

De Laurentiis: Rinvio

Aurelio De Laurentiis ha risposto con una lettera a Federcalcio, Lega, Juventus e Giudice Sportivo alla nota pubblicata dalla Lega: "Non potevamo partire, la Asl ha preso in considerazione la possibilità della deroga prevista dal protocollo, ma non ci ha dato il via libera, dovete rinviare la partita". De Laurentiis era tornato quindi a chiedere di spostare la partita: "Si rinnova l`istanza, alla Lega Nazionale Professionisti Serie A, di voler disporre, senza ulteriore indugio, il rinvio della gara ad altra data, per determinazione delle competenti autorità".

Il vice ministro della Salute, Pierpaolo Sileri, intervenendo a "Non è l'Arena" su La7, ha commentato: "E' la Asl che decide, che individua il rischio ponderato dei contatti stretti e decide se questi devono stare in quarantena o no". 

Agnelli: Protocolli chiari

"Abbiamo dei protocolli che sono molto chiari. Si sa esattamente cosa fare, andare in isolamento fiduciario presso una struttura concordata con la Asl e questo ci permette di giocare le partite. Il protocollo è stato studiato dalla Federazione col governo. E' un documento vivo, l'importante è avere lo spirito di lealtà sportiva, le casistiche di volta in volta verranno affrontate e risolte", queste le parole a Sky Sport del presidente della Juventus, Andrea Agnelli. Il numero uno bianconero ha anche risposto a De Laurentiis: "Gli ho risposto che la Juve, come sempre, si attiene ai regolamenti". E ha concluso: "Il 3-0 a tavolino? Preferisco sempre vincere sul campo". 

Bollettino Covid del 4 ottobre

Napoli, striscione contro la Juve

Intanto a Napoli i tifosi hano esposto un lungo striscione all'esterno dello stadio San Paolo a Napoli attaccando pesantemente i bianconeri. "Il peggior virus si chiama Juventus...20:45 Amuchina su Torino", è apparso all'esterno della Curva B. 

Striscione esposto all'esterno dello stadio San Paolo stasera (Ansa)

A Napoi anche ironia

"Juve-Napoli? Finisce 5-0 a tavolino, 3 a 0 più gli immancabili rigori per loro...", è la battuta fulminante di un giovane tifoso, seduto al tavolino di un bar in Piazza San Domenico Maggiore, nel centro antico di Napoli. "Non doveva finire così, è assurdo" dice una signora a spasso con i suoi nipoti, e aggiunge 'da non tifosa': "Ma stiamo scherzando? Le persone muoiono, le terapie intensive si riempiono, e noi stiamo a discutere se si deve giocare o no…Una follia". "Ci hanno tolto lo sfizio di batterli in casa loro" sorride il cameriere di un ristorante. 

La situazione

Non ci sono mai stati segnali dal Napoli di un possibile cambio di decisione in merito alla partenza per Torino per la sfida contro la Juventus, mentre per la Lega di Serie A resta in programma stasera. La squadra è stata messa in isolamento dall'Asl per i contatti diretti di tutti i calciatori con i due positivi al CoronavirusZielinski ed Elmas, e quindi non è prevista una partenza per Torino. Fonti del club azzurro ricordano che la trasferta sarebbe la perfetta replica del viaggio del Genoa verso il San Paolo, con due positivi lasciati a casa ma poi un focolaio esploso nei giorni dopo la partita e che ha innescato i contagi nel Napoli. La società partenopea è chiara: è una decisione della Asl, che oggi lo ha ribadito in una lettera: "Non potete partire".

Il ministero della Salute

"La priorità è la salute delle persone", commenta il ministro Speranza a proposito del caso Juve-Napoli su cui, dice "è già deciso che non si giocherà". Ma la Serie A va avanti. "Le norme del Cts pemettono al campionato di andare avanti", risponde a chi gli chiede di un eventuale stop. Mentre sulla riapertura parziale degli stadi è netto: "Sono contrario alle proposte di aprire gli stadi a migliaia di persone, questo esporrebbe le persone a un rischio vero. Se dobbiamo correre un rischio perché le scuole riaprono sono d'accordo, ma se dobbiamo correrlo per portare decine di migliaia di persone allo stadio sono contrario". Il ministero della Salute rileva che dipendono dalle Asl e sono quindi gestite a livello regionale tutte le questioni relative all'isolamento in caso di positività a Covid-19. Le Asl, rileva il ministero, hanno tutte le competenze in materia di isolamento fiduciario e di gestione dei casi e dei focolai. Nessuna di queste decisioni dipende dal ministero della Salute.

Spadafora

Anche per il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, è necessario "far prevalere l'interesse superiore della salute su qualsiasi altra logica o interesse di parte". Per il ministro "spetta ora agli organismi sportivi decidere sugli aspetti specifici del campionato, sia sulla decisione di stasera che su eventuali ricorsi futuri".

La Regione

Fonti della Regione Campania, chiamata in causa, spiegano di aver semplicemente fatto applicare i protocolli dopo essere stata interpellata dalla società partenopea. Gli stessi ambienti sottolineano "un vuoto legislativo tra normative sanitarie e quelle del gioco del calcio".

Nota Lega Calcio

In una nota, la Lega di Serie A ha spiegato perché Juventus-Napoli "deve essere giocata questa sera". "In relazione alla comunicazione formale ricevuta dalla SS Napoli Calcio - si legge nella nota di via Rosellini - la Lega Serie A chiarisce che il sistema di regole in vigore deve garantire massima tutela della salute per le persone coinvolte, parità di trattamento tra i vari club, nonché rispetto dei principi di lealtà sportiva" .

"Nel merito - prosegue la Lega di serie A - è opportuno ricordare che la nota della ASL campana si è limitata a notificare il provvedimento ordinario di isolamento fiduciario nei confronti dei contatti stretti del giocatore Zielinski. Nel caso di specie, invece, si applica il Protocollo Figc concordato con il CTS e integrato dalla Circolare del Ministero della Salute lo scorso 18 giugno, che recepisce il parere del CTS n. 1220 del 12 giugno 2020, che non è stato tenuto in considerazione neanche nella mail del vice capogabinetto del Presidente della Regione Campania".

Per la Lega di A "tale norma di ordinamento statale a carattere speciale, applicabile alla situazione del Napoli che presenta due calciatori positivi al covid-19, è la stessa utilizzata più volte nel corso della stagione per permettere, a puro titolo di esempio, al Torino di affrontare l'Atalanta, al Milan di recarsi a Crotone o al Genoa di andare a giocare al San Paolo, e oggi all'Atalanta di scendere in campo contro il Cagliari. Il protocollo prevede regole certe e non derogabili, che consentono la disputa delle partite di campionato pur in caso di positività, schierando i calciatori risultati negativi agli esami effettuati e refertati nei tempi previsti dalle autorità sanitarie".

"Il Consiglio di Lega - prosegue il comunicato - ha inoltre approvato un preciso regolamento da adottarsi in caso di positività plurime che possono portare al rinvio gare solo al verificarsi di determinate condizioni che, al momento, non si applicano al caso del Napoli, e non sussistono provvedimenti di Autorità Statali o locali che impediscano il regolare svolgimento della partita".

"La 'ratio' del protocollo resta, quindi - conclude la nota della Lega di A - quella di consentire la disputa di tutte le partite e conseguentemente la conclusione regolare della Serie A TIM".

Asl ribadisce: non potete partire

L'Autorità sanitaria ribadisce lo stop al Napoli: "Si ritiene non sussistere le condizioni che consentano lo spostamento in piena sicurezza dei contatti stretti. Pertanto, per motivi di sanità pubblica, resta l'obbligo dei contatti stretti di rispettare l'isolamento fiduciario presso il proprio domicilio". E' nero su bianco in una lettera dell'Asl Napoli 2 Nord.

Napoli: lo ha deciso l'Asl

Il capo della comunicazione del club azzurro Nicola Lombardo, commentando la posizione della Lega che la partita Juventus-Napoli deve regolarmente svolgersi: la trasferta, sottolinea il portavoce, è stata vietata al Napoli dall'Asl che è l'autorità che decide in materia di isolamento, come ha ricordato in queste ore anche il Ministero della Salute.