Napoli, 13 febbraio 2018 - Un duello così acceso in Serie A non si vedeva da anni: merito di Napoli e Juventus, le due squadre che stanno animando il campionato a suon di record di ogni tipo.

LE CANNIBALI - Il primo riguarda il totale di punti conquistati dalle formazioni di Sarri e Allegri, che in cooperativa hanno accumulato 125 su 144 lunghezze a disposizione, ovvero l'86%. L'exploit a tinte azzurre e bianconere va avanti da 8 giornate, quando le altre grandi del massimo torneo italiano hanno cominciato a perdere terreno in graduatoria facendo nascere quel testa a testa che non conosce momenti di rottura. Lo snodo della 24esima giornata di campionato sembrava utile in tal senso ma sia Napoli che Juventus si sono sbarazzate delle rispettive rivali, ossia Lazio e Fiorentina, non senza qualche difficoltà. Uscire alla grande dalle fasi buie delle partite sembra la specialità della banda Sarri, che con le sue 63 lunghezze, 10 in più di un anno fa, in classifica ha scritto un primato in Serie A dopo 24 turni, con tanto di media punti record in Europa alle spalle solo del Manchester City.

TABU' STADIUM - E dire che per arrivare a questo livello i partenopei hanno parzialmente ridimensionato il loro modo di giocare, che resta ricco di grandi picchi di spettacolo ma con una dose di praticità in più: il Napoli ha vinto 4 volte per 1-0 (tutte in trasferta), contro le 5 della Juventus, che evidentemente resta la maestra del cinismo. Cinismo che però non è bastato a evitare i due ko contro Lazio e Sampdoria, ovvero quei risultati che regalano la vetta della classifica agli azzurri, usciti sconfitti solo dal confronto proprio con la banda Allegri. Indubbiamente, quello del 22 aprile all'Allianz Stadium sembra lo snodo cruciale per lo scudetto, non senza una cabala negativa per il Napoli, finora sempre perdente nel nuovo impianto della Juve, che non perde a Torino contro i campani dal 2009.

EFFETTO MAZZARRI - Sfatare questo tabù per i partenopei sarà difficile: colpa anche della difesa super della Vecchia Signora, perforata una sola volta nelle ultime 16 partite. Merito del 4-3-3 disegnato da Allegri, nonché modulo capolavoro di Sarri da tre stagioni, quelle della crescita verticale che ha permesso agli azzurri di reggere l'urto della corazzata bianconera, chiamata domenica a fare i conti con il sorprendente Torino di Mazzarri. Un altro che in Campania ha scritto tante belle pagine di storia e che adesso potrebbe aggiungerne una nuova, seppur a tinte granata.