Napoli-Inter, l'esultanza di Piotr Zielinski
Napoli-Inter, l'esultanza di Piotr Zielinski

Napoli, 20 maggio 2019 - Un congedo con i fiocchi dal San Paolo per quest'anno e un gran gol per farsi un bel regalo di compleanno, ovvero il record di reti in Serie A: a 90' dal 'rompete le righe', Piotr Zielinski mette un punto esclamativo alla sua stagione e si candida a colonna del Napoli del futuro.

DUTTILITA' AL SERVIZIO DI ANCELOTTI - Con quella siglata ieri, che ha aperto le danze contro l'Inter, il polacco è salito a sei marcature in campionato, migliorando i suoi precedenti ruolini di marcia. La maturità del ragazzo, che oggi spegne 25 candeline, è dettata però dall'insoddisfazione che supera la gioia, a causa della consapevolezza che le cose avrebbero potuto prendere una piega decisamente più rosea per la sua squadra, che tante volte non ha mostrato il cinismo fondamentale ieri sera per travolgere la banda Spalletti. Partono proprio da questa base i rimpianti di Zielinski, sicuro però di essere protagonista del Napoli che sarà. Già, ma in che zona del campo? La grande duttilità dell'ex Udinese ed Empoli si è rivelata al contempo pregio e difetto per un giocatore ancora a caccia di una piena identità tattica, nonostante le 48 presenze stagionali - 35 in campionato, dato inferiore solo a quello di Koulibaly - che lo stanno rendendo una colonna della squadra di Carlo Ancelotti. Nelle idee del tecnico emiliano c'è un possibile cambio modulo che potrebbe richiedere a Zielinski, partito mezzala in un 4-3-3 e poi diventato esterno mancino di un 4-4-2 con licenza di accentrarsi, l'ennesima rivoluzione. L'ennesima sfida per un ragazzo che, a dispetto dei freschi 25 anni e di un carattere apparentemente mite, sta diventando sempre di più un leader dello spogliatoio azzurro.

L'UOMO TRA LE LINEE - Zielinski non è l'unica nota lieta della quarta vittoria di fila di un Napoli capace di macinare una formazione teoricamente con più motivazioni, come appunto l'Inter. Proprio la striscia positiva in corso lascia intuire quanto finalmente i partenopei stiano assorbendo il passaggio dal gioco di Sarri, incentrato su un possesso palla a tratti ipnotico, a quello più svelto e in verticale di Ancelotti, che sta mandando in tilt le difese avversarie attraverso l'arma dell'uomo tra le linee. Può trattarsi di Mertens, di Fabian Ruiz, di Callejon o proprio dello stesso Zielinski che, per sua stessa ammissione, quando si accentra rende al massimo, diventando quasi letale per le retroguardie avversarie grazie a due piedi al fulmicotone. Per informazioni chiedere a Samir Handanovic.