Diego Demme (Ansa)
Diego Demme (Ansa)

Napoli, 11 giugno 2020 - Per spegnere le velleità di rimonta dell'Inter nella semifinale di ritorno di Coppa Italia, in programma sabato al San Paolo, bisognerà innanzitutto soffocare il cervello del centrocampo nerazzurro. Lo sa bene Gennaro Gattuso che, proprio come nel match di andata, ha intenzione di puntare sul mastino metodico Diego Demme per imbrigliare la mediana di Antonio Conte.

Una bella responsabilità per quel tedesco di origini calabresi sbarcato a gennaio a Napoli circondato da uno scetticismo totale scacciato via rapidamente a suon di grinta e quantità. Non solo: l'ex capitano del Lipsia, grazie a geometrie semplici e lineari, in pochi mesi ha saputo imporsi anche in fase di costruzione, rievocando a tratti quel Jorginho mai realmente sostituito dopo la sua partenza. Soltanto l'Allan dei giorni d'oro aveva occupato con profitto la cabina di regia dei partenopei, sopperendo alla mancanza di qualità con due polmoni d'acciaio diventati un lontano ricordo quando le voci di mercato lo hanno letteralmente snaturato. A quel punto, Carlo Ancelotti provò a inventarsi soluzioni alternative mai realmente decollate: per informazioni chiedere a Fabian Ruiz e Piotr Zielinski, che pure dopo l'arrivo di Gattuso e prima di quello di Demme si sono cimentati con scarsi risultati in quella zona del campo diventata una sorta di tabù. Poi a gennaio la svolta, proveniente appunto dal Lipsia, lasciato nonostante il momentaneo primo posto in Bundesliga: una scelta di cuore quella del classe '91 non passata inosservata agli occhi dei tifosi azzurri, che in poco tempo si sono innamorati di un giocatore dal nome di battesimo non casuale, data la fede calcistica del padre. Insomma, in un colpo solo la famiglia Demme ha chiuso un cerchio romantico e il Napoli ha sistemato la cabina di regia in entrambe le fasi: proprio l'Inter ne sa qualcosa.

All'epoca i partenopei, schierati con un abbottonatissimo 4-1-4-1 adoperato anche contro il Barcellona, imbrigliarono totalmente i padroni di casa, con il tedesco sugli scudi nelle vesti di furetto infaticabile del centrocampo. Certo, i tanti mesi di inattività rischiano di sentirsi anche su un giocatore dal fisico brevilineo, ma da Castel Volturno giurano che il motore di Demme è già a pieni giri: un messaggio chiaro e forte per la banda Conte, i cui sogni di rimonta passeranno anche dal cervello di Marcelo Brozovic, pronto a essere tallonato dal nuovo mastino azzurro intorno al quale ruoterà il Napoli del presente e del futuro.