Luciano Spalletti (Ansa)
Luciano Spalletti (Ansa)

Napoli, 12 ottobre 2021 - Rinnovare o arrivare fino al termine ultimo della scadenza senza troppi spargimenti di sangue: lo scenario di inizio stagione sul fronte Lorenzo Insigne-Napoli sembrava questo ma gli ultimi sviluppi stanno disegnando una prospettiva molto diversa che preoccupa non poco Luciano Spalletti.

I segnali di Firenze

Tutto nasce in un certo senso proprio dal tecnico toscano, protagonista di uno screzio col capitano che ha in parte avvelenato la vittoria al Franchi, la settima su altrettante gare e di conseguenza l'intero periodo di sosta del campionato. A rincarare la dose ci hanno pensato le parole del fantasista dal ritiro della Nazionale a Coverciano, in cui è arrivata forse per la prima volta la sincera ammissione sulle estreme difficoltà di una trattativa lunga, estenuante e probabilmente quasi disperata. Si torna dunque a una delle due ipotesi iniziali: concludere la propria avventura in azzurro in maniera fisiologica e serena. Sarà davvero così? La scena madre di Insigne dopo la sostituzione di Firenze non sembra spingere verso questa direzione e il primo a preoccuparsene è Spalletti, inquietato dall'idea che la sua (fin qui perfetta) creatura possa essere danneggiata da qualche maretta interna: uno scenario non proprio inedito all'ombra del Vesuvio. Non solo il collettivo: in attesa di giugno e di ciò che succederà in un senso o nell'altro nel futuro, il presente parla di un Insigne ancora determinante nell'economia del gioco dei partenopei e una prova si è avuta proprio contro la Fiorentina, quando un pomeriggio non esattamente felice per il numero 24 (e non solo per il rigore sbagliato) ha a suo modo influenzato la prestazione altrettanto non impeccabile della squadra, brava comunque a portare a casa l'intera posta in palio senza troppe ansie.

Una tenue speranza

Calendario alla mano, per il Napoli il 'peggio' deve ancora materializzarsi e a quel punto servirà il massimo equilibrio possibile: in campo e fuori. Il tutto in una piazza che già, notoriamente, non fa di questo ingrediente il proprio punto di forza. La buona notizia per Spalletti è che, rinnovo o meno, i rapporti tra Insigne e il suo entourage e Aurelio De Laurentiis sono al momento molto cordiali e distesi al punto che nei prossimi mesi sono in programma altri incontri tra le parti per provare ricucire uno strappo che però oggi appare troppo profondo perché di mezzo ci sono ingaggi da decurtare, diritti di immagine da trasferire, timori per la futura competitività della rosa e chi più ne ha più ne metta.

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