Lorenzo Insigne (Ansa)
Lorenzo Insigne (Ansa)

Napoli, 9 ottobre 2021 - Una doccia gelata: le parole pronunciate dal ritiro della Nazionale sulla questione rinnovo hanno riacceso l'allarme rosso tra tifosi e addetti ai lavori. I protagonisti sono ancora loro: Lorenzo Insigne e il Napoli, due mondi tanto vicini quanto allo stesso tempo sempre più distanti.

L'aperitivo dell'illusione

"Ho un contratto fino al 2022: del resto se ne occupano il mio agente e la società. Io preferisco rimanere concentrato sul campo anche perché la questione non è semplice": parole del capitano azzurro, che in un collegamento con il Festival dello Sport di Trento ha spento gli entusiasmi forse troppo precoci che si erano accesi dopo il riavvicinamento avuto tra le parti la scorsa settimana, quando poco prima della gara di Europa League contro lo Spartak Mosca un aperitivo tra Aurelio De Laurentiis e il procuratore Vincenzo Pisacane sembrava il preludio della fumata bianca. La realtà è ben diversa e parla di una situazione in stallo visto che nessuno finora ha fatto un passo concreto per venire incontro alle esigenze dell'altro. Si comincia da quelle del patron: ridurre il monte ingaggi (oggi di poco superiore ai 100 milioni lordi) a un massimo di 75 milioni. Poi ci sono le preghiere di Insigne, che per quello che verosimilmente sarà l'ultimo contratto della carriera vorrà vedere riconosciute le sue indubbie qualità con uno stipendio all'altezza di un giocatore che la scorsa estate ha finalmente trovato anche la consacrazione a livello internazionale. Dalle parole ai numeri: il capitano vorrebbe passare dagli attuali 4,5 milioni ai 6 milioni. Praticamente una follia agli occhi di De Laurentiis, che forse solo con il ritorno conclamato del Napoli in Champions League potrebbe decidere di riaprire il portafogli.

Il 'pacchetto Insigne'

La buona notizia è che, ad oggi, gli azzurri sembrano lanciati verso traguardi addirittura ben più prestigiosi del rientro nella competizione continentale più importante e indubbiamente tanti meriti vanno proprio al numero 24, protagonista o in prima persona con gol e assist o nelle 'semplici' vesti di uomo-squadra. A tal riguardo, nel 'pacchetto Insigne', si sa, sono spesso compresi anche quei piccoli-grandi atti di insubordinazione verso i piani alti che fanno gridare ai più classici 'mal di pancia' legati al contratto. Sarà davvero così? Difficile entrare realmente nella testa di un giocatore estroso in campo e fuori che però, mai come stavolta, è staro chiaro: il Napoli viene prima di tutto ma solo a condizione che il sentimento sia reciproco.

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