Gennaro Gattuso (Ansa)
Gennaro Gattuso (Ansa)

 

Napoli, 28 aprile 2021 - Amore, odio e poi ancora amore: il rapporto professionale tra Aurelio De Laurentiis e Gennaro Gattuso ha vissuto fin dall'inizio solo di emozioni forti, come la buona riuscita (momentanea) della lunga rincorsa Champions dopo mesi trascorsi con il piede fisso sull'acceleratore. Proprio ora però il Napoli è chiamato a non mollare la presa, così come il patron non vuole mollare il tecnico calabrese.

Le cause della rottura

Nelle ultime ore nel capoluogo campano si è diffusa una voce che fa felice gran parte dei tifosi azzurri: la storia tra il club partenopeo e Ringhio potrebbe non essere vicina ai titoli di coda, come sembra (e a prescindere dalla posizione finale in classifica). Quanto c'è di vero? Tutto e niente, perché se è lecito credere che De Laurentiis si sia pentito di aver cercato di scaricare con troppa fretta l'attuale allenatore della sua squadra durante un inverno lungo e difficile sotto ogni fronte, è altrettanto palese che qualcosa tra i due si sia rotto definitivamente. Ovviamente a maggior ragione dal lato di Gattuso, un uomo prima che un tecnico tutto d'un pezzo che a un certo punto ha avuto tra le mani una formazione chiaramente ridotta all'osso da infortuni, Covid e ogni altro tipo di contrattempo possibile e immaginale. Proprio in quel periodo, è cosa risaputa, De Laurentiis ha avviato una campagna di reclutamento telefonico di un nuovo allenatore, sondando principalmente gli ex del recente passato azzurro. Questa hot line si è risolta in un nulla di fatto sia perché tutti gli interlocutori hanno risposto picche sia perché intanto il Napoli recuperava giocatori e, con essi, fiducia e risultati: una crescita lenta ma graduale che ha portato all'attuale terzo posto che qualora il campionato finisse oggi significherebbe per la squadra Champions League e per il patron una pioggia di milioni vitale per le casse e i bilanci.

Spalletti nel futuro?

 A capo di una nave a lungo alla deriva c'era e c'è sempre Gattuso ma non è detto che, in caso di happy ending al termine del torneo, lo scenario resti lo stesso. A oggi l'allenatore calabrese non ha alcun accordo con altri club, ma le sirene da Firenze, si sa, si fanno sempre più importanti. In viola Ringhio troverebbe un progetto chiaramente meno ambizioso di quello che a breve, salvo colpi di coda, lascerà a Napoli, ma con esso riceverà a corredo una maggiore libertà di azione dentro e fuori lo spogliatoio. Quella che probabilmente esigerà il suo successore, con Luciano Spalletti attualmente in pole in tal senso.

Leggi anche - Champions League, Real Madrid-Chelsea 1-1