Gennaro Gattuso (Ansa)
Gennaro Gattuso (Ansa)

Napoli, 3 giugno 2020 - Difficile pensare al calcio, che resta un semplice gioco, quando la vita ti mette di fronte a una sfida durissima, come la prematura perdita di una sorella. Eppure, tra l'imminente ripresa della stagione e una situazione contrattuale da ritoccare, i prossimi per Gennaro Gattuso saranno giorni caldissimi che lo proietteranno sempre più al centro del progetto Napoli.

Poco prima della terribile notizia arrivata ieri, la priorità a Castel Volturno era blindare il tecnico calabrese e il suo staff, che in toto hanno superato l'esame agli occhi di Aurelio De Laurentiis nonostante i pochi mesi di lavoro effettivo. Il patron è rimasto soddisfatto dalla metodologia portata da Ringhio, a cominciare dalla grande intensità ammirata negli allenamenti, sistema in totale rottura con la precedente gestione. Inoltre, i giocatori chiave della rosa hanno risposto bene al cambio in panchina, ritrovando lo smalto dei giorni d'oro: il riferimento va in particolare a Lorenzo Insigne e Piotr Zielinski, tolti immediatamente dal mercato come richiesto proprio da Gattuso. Da qui si evince la centralità di quest'ultimo nel Napoli che è e che sarà: un dato di fatto che richiederà il necessario ritocco a un contratto debole che però pochi giorni fa ha emesso il primo importante verdetto. Entro il 31 maggio infatti De Laurentiis avrebbe potuto sciogliere il vincolo che lo lega all'allenatore calabrese e non lo ha fatto, preferendo invece cominciare a lavorare per la conferma anche per il prossimo campionato dei collaboratori più stretti dell'attuale guida tecnica del club: un segnale inequivocabile che farà da prodromo al rinnovo dello stesso Gattuso.

Da definire resta la scadenza di un rapporto che sta intrigando non poco ADL, che nella grinta di Ringhio rivede in parte quel fuoco che aveva fatto brillare il Napoli di Maurizio Sarri. Probabile che si andrà verso un prolungamento fino al 2022 o al 2023, a prescindere da come terminerà una stagione anomala per tutti: per gli azzurri ancora di più dopo il noto ammutinamento del 5 novembre che ha smantellato lo spogliatoio. Certo, un eventuale trionfo in Coppa Italia darebbe ben altra spinta al nuovo progetto, anche sotto il profilo economico, con una cifra che si aggira sui 20 milioni che entrerebbe nelle casse proprio nel periodo più difficile per il calcio: non male come ennesimo stimolo per dare l'assalto a un trofeo spesso bistrattato e valorizzato solo quando la situazione in campionato non è delle più rosee.