Alex Meret (Ansa)
Alex Meret (Ansa)

Napoli, 9 aprile 2020 - La palma di giocatore più danneggiato dall'arrivo a Napoli di Gennaro Gattuso spetta senza dubbio ad Alex Meret che però, forte della fiducia della società, sta sfruttando questa sosta per cercare di sovvertire le nuove gerarchie tra i pali del San Paolo.

UN 2020 DA INCUBO - Il tecnico calabrese l'ha specificato più volte: la scelta di promuovere David Ospina titolare è stata dettata da due preziose peculiarità rinvenute nel colombiano. La prima è l'esperienza, ingrediente indispensabile per trascinare fuori dalle sabbie mobili una squadra, scenario nel quale versavano gli azzurri a dicembre. Poi l'abilità con i piedi, dote determinante per i meccanismi del 4-3-3 disegnato da Ringhio. Certo, sull'ex Arsenal pesa come un macigno l'errore grossolano contro la Lazio che ha spianato la strada al gol di Ciro Immobile, ma va detto che da allora l'intera difesa partenopea è cresciuta e, con essa, il rendimento di tutto il Napoli. Questa evidenza ha ulteriormente inchiodato sulla panchina Meret, frenato anche da un problema fisico che l'ha colpito a inizio marzo, ovvero a pochi giorni dalla (momentanea?) chiusura del sipario sulla stagione. Insomma, il 2020 non sembra essere l'anno fortunato del classe '97, che però paradossalmente (e di certo involontariamente) può beneficiare del rinvio degli Europei visto che il treno buono per la spedizione prevista per giugno l'aveva perso proprio a causa della rivoluzione voluta da Gattuso. Adesso, con un anno in più all'orizzonte, Meret può sperare di convincere sia il tecnico calabrese sia di conseguenza Roberto Mancini. E l'unico modo per farlo è lavorare sodo per colmare le principali lacune.

DUBBI SUL FUTURO - La più evidente riguarda l'abilità con i piedi, che il portiere friulano sta cercando di migliorare in questi giorni di isolamento forzato, che stanno servendo a tutte le parti in causa per riflettere sul da farsi. Da un lato c'è la fiducia della società, espressa qualche giorno fa tramite le parole del ds Cristiano Giuntoli e dall'altra c'è un Gattuso da conquistare, missione già riuscita con Carlo Ancelotti, salvato a più riprese dalle parate dell'ex Udinese nei primi mesi della stagione. Il calcio, si sa, ha la memoria corta, specialmente quando di mezzo c'è un corposo investimento effettuato (25 milioni due anni fa): da qui i dubbi sul prosieguo di un'avventura che, contratto alla mano, dovrebbe durare fino al 2023. Già, dovrebbe: mai come in questo caso il condizionale è d'obbligo.