Gennaro Gattuso (Ansa)
Gennaro Gattuso (Ansa)

Napoli, 17 marzo 2020 - Un'epidemia che sta scoprendo le vulnerabilità di tutto il mondo, a prescindere da qualsiasi distinzione: è questo il pensiero espresso sull'emergenza Coronavirus da Gennaro Gattuso ai microfoni del quotidiano portoghese Record.

COME UNA LIVELLA - "Stiamo vivendo qualcosa di strano che sta cambiando la nostra vita e la routine. Mentalmente è difficile, perché il Governo ha tagliato determinati servizi e ha chiuso tutto: dai ristoranti alle scuole, perché lo scopo è non far uscire la gente". Il tecnico calabrese, ormai ben calato nella realtà partenopea, ha poi usato una metafora ricorrente nelle ultime settimane per spiegare meglio come l'epidemia stia spaventando tutti allo stesso modo. "Siamo fatti di carne e sangue: come diceva Totò, si può essere nobili o senzatetto, ma si finisce sempre sotto la medesima terra. Adesso sta accadendo più o meno questo - conclude Gattuso - perché ognuno di noi ha paura di questo nemico invisibile, al punto che molti sono infetti ma non ne sono a conoscenza". Una sintesi perfetta quella di Ringhio, chiamato come tutti gli allenatori in Italia (e non solo) a tenere la barra dritta nonostante i dubbi sul reale prosieguo della stagione: a testimonianza di ciò è slittata la data della ripresa dei lavori a Castel Volturno, ora fissata per lunedì 23, ovvero 5 giorni dopo quella inizialmente stabilita. Il calcio al tempo di COVID-19, verrebbe da dire. I più immuni, almeno ai cambi di programma, sembrano essere i giocatori, che continuano a tenersi in forma a casa con esercizi con tanto di tutorial pubblicati sui social a beneficio di ogni tifoso. Diverso è il discorso per le società, alle prese con preoccupazioni di varia natura, compresa quella economica.

DANNI FINANZIARI - L'ultima assemblea (virtuale) della Lega, tra tante incertezze, ha emesso un verdetto unanime: tutti i club vogliono concludere il campionato in corso. Oltre agli interessi legati alla classifica e alla paura di vedere dilapidati i risultati raccolti finora, la motivazione principale rimanda a eventuali copiose perdite finanziare che potrebbero essere messe a bilancio qualora si ricorresse a una delle soluzioni alternative paventate (congelamento della classifica attuale oppure utilizzo di play-off e play-out). Il Napoli in particolare rischia di vedere sfumare tra i 50 e i 60 milioni qualora la giostra si fermasse. Il tutto, senza contare l'ammanco ormai quasi certo per il mancato raggiungimento di un posto in zona Champions.