Alex Meret (Ansa)
Alex Meret (Ansa)

Napoli, 20 gennaio 2020 - Giornata di doppio dietrofront in casa Napoli: il primo riguarda quel ritiro che evidentemente non sembra nel destino di questa annata tribolata, mentre il secondo le gerarchie tra i pali decise da Gennaro Gattuso.

DECISIONI LAMPO - Dopo la brutta sconfitta contro la Fiorentina, maturata dopo la peggiore prestazione stagionale, i giocatori avevano deciso in totale autonomia di isolarsi fino a martedì, giorno del quarto di Coppa Italia con la Lazio che, a questo punto, vale già come una finale anticipata. La presa di posizione dei fischiatissimi ormai ex beniamini del San Paolo stava fungendo anche da mano tesa proprio verso i tifosi, che invece nel primo pomeriggio di ieri hanno accolto il contrordine proveniente da Castel Volturno: tutti a casa, visto che il chiarimento nel rovente spogliatoio partenopeo è già avvenuto. Insomma, tutto è bene quel che finisce bene, specialmente qualora arrivasse il passaggio del turno in una Coppa Italia diventata forse l'unico sbocco per accedere all'Europa (e neanche a quella che conta di più). Se i giocatori si sono messi in discussione, lo stesso ha fatto Gattuso, protagonista come anticipato dell'altro dietrofront, che riguarda i pali. La promozione di David Ospina a titolare non sta pagando: errori marchiani e incertezze varie hanno ulteriormente fatto sgretolare una difesa claudicante fin dall'estate e spesso tenuta in piedi da Alex Meret. L'arrivo del tecnico calabrese ha stravolto l'unico punto fermo, visto che il colombiano ha scalato le gerarchie grazie alla sua abilità con i piedi, dote ritenuta necessaria nell'economia del 4-3-3 tornato in auge a Castel Volturno. Il resto l'ha fatto quel dribbling avventato e il conseguente scippo di Ciro Immobile che nel precedente turno di campionato ha causato la sconfitta all'Olimpico.

DEMME VERSO IL DEBUTTO DA TITOLARE - Difficile che Ospina possa riscattarsi domani sera, quando tra i pali si rivedrà proprio Meret e lo farà con l'intenzione di smentire il credo di un allenatore apparso già in confusione. D'altronde, chi al momento non lo è in casa Napoli? In questo marasma rischiano di finirci anche i volti nuovi, che al loro sbarco non hanno trovato un contesto sereno, tanto per usare un eufemismo. Eppure, almeno per Diego Demme è vicino il momento del debutto da titolare. Gattuso stavolta non ha dubbi: se per adesso tocca rinunciare ai piedi buoni in porta, la rinascita degli azzurri deve passare necessariamente dal tanto agognato regista.