Diego Demme (Ansa)
Diego Demme (Ansa)

Napoli, 5 aprile 2020 - Quando a gennaio sbarcarono a Napoli, uno lo fece con i galloni (e il prezzo) del grande acquisto e l'altro con l'etichetta opposta. Il campo, come spesso succede, ha poi ribaltato la situazione: Diego Demme è diventato presto il perno del centrocampo azzurro, mentre Stanislav Lobotka ha leggermente deluso le aspettative.

FUORI FORMA - La premessa è d'obbligo: lo tsunami chiamato Covid-19 ha stravolto il mondo del calcio, rendendo il bilancio sui due nuovi acquisti ancora più parziale di quanto lo sarebbe stato comunque a questo punto della stagione. Resta però evidente quanto l'inserimento del tedesco sia stato più veloce ed efficace di quello dello slovacco, pagato 20 milioni più 4 di bonus. Un investimento non da poco che sta pesando sulla valutazione di un giocatore fortemente sponsorizzato da un certo Marek Hamsik nonostante un palmares non proprio sfavillante: basti pensare al pessimo campionato disputato dal Celta Vigo, club di provenienza del classe '94, attualmente quartultimo nella Liga.

I 3 anni di Lobotka in Spagna si sono chiusi con una coda polemica, culminata nel non utilizzo del centrocampista nelle ultime settimane di permanenza nella sua ex squadra: non una buona notizia per Rino Gattuso, che a gennaio accolse un giocatore decisamente fuori forma, come fu ampiamente notato anche dai tifosi con tanto di battute al vetriolo. Con il passare del tempo lo slovacco cercò di mettersi in pari con i compagni, sfoderando pure degli spezzoni di partita di tutto rispetto. Già, spezzoni, perché la cabina di regia del Napoli era ed è ormai appannaggio di Demme, il primo Diego ammirato all'ombra del Vesuvio dopo il precedente più celebre a cui deve il suo nome.

10 PROVE DI LIVELLO - Nonostante un costo molto minore (12 milioni) e un'anagrafe meno verde (classe '91), il tedesco di origini italiane, per la precisione calabresi proprio come Gattuso, si è subito imposto nel 4-3-3, dove ha fornito garanzie sia in fase di costruzione sia come filtro davanti alla difesa: le buone geometrie mostrate nelle sue 10 presenze in azzurro, impreziosite anche da una rete e le ottime prove in marcatura di avversari del calibro di Leo Messi e Paulo Dybala parlano da sé. Una splendida notizia per il Napoli, ma non per Lobotka che, a quanto pare, dovrà sudare parecchio per conquistare il posto da titolare e rendere giustizia sia al pesante investimento operato da Aurelio De Laurentiis sia soprattutto alla sponsorizzazione del connazionale Hamsik.