Aurelio De Laurentiis (Ansa)
Aurelio De Laurentiis (Ansa)

 

Napoli, 6 agosto 2021 - Chi si aspettava che la fine delle vacanze di Lorenzo Insigne portasse una svolta in ottica rinnovo è destinato a rimanere deluso: specialmente se la suddetta attesa svolta era intesa in accezione positiva.

Il retweet galeotto

 Per il momento infatti una novità da registrare in effetti c'è ma non è detto che faccia piacere ai tifosi del Napoli: tra il capitano e Aurelio De Laurentiis vige il gelo assoluto. Colpa delle rispettive inconciliabili pretese economiche ma, a quanto pare, non solo: pare infatti che il patron si sia legato al dito gli insulti ricevuti sui social in via indiretta (ossia tramite condivisione di messaggi altrui) da Vincenzo Pisacane, agente di Insigne. Proprio il procuratore del fantasista la prossima settimana si paleserà a Castel di Sangro: in linea teorica per parlare con il club del suo assistito, ma nella pratica sembra che tutte le porte in tal senso almeno per ora siano state chiuse da De Laurentiis. Insomma, all'orizzonte nessun dialogo e non solo per questioni di presunta permalosità del presidente: la verità è che neanche un'estate così lunga e intensa, vissuta tra l'altro a distanza a causa di Euro 2020 e seguenti vacanze, è riuscita a smussare le rispettive richieste per un rinnovo che appare sempre più complicato. Cominciamo da Insigne: il numero 24 (nonché 10 della Nazionale), per prolungare la sua permanenza all'ombra del Vesuvio, continua a volere un quadriennale da 6 milioni a stagione a fronte dei 4,6 attualmente percepiti. Poi c'è De Laurentiis, che paradossalmente mette sul piatto un contratto al ribasso da 3,5 milioni all'anno con la scusa (vera o verosimile) della crisi che sta attanagliando il mondo del pallone.

Suggestione Messi?

 Insomma, un bel calcio anche a chi in questo momento nel capoluogo campano sta sognando il clamoroso approdo di Leo Messi, tanto per restare in tema di parametri zero di lusso. Molti tifosi azzurri stanno in effetti cavalcando quella che ad oggi è soltanto una suggestione sulla base della perdurante onda emotiva per la scomparsa di Diego Armando Maradona, il cui nome da mesi campeggia all'esterno dell'impianto di Fuorigrotta. Per la Pulce sarebbe una bella sfida provare a ricalcare le orme del suo più illustre connazionale, ma per un Napoli che fa fatica ad accontentare le richieste economiche del proprio capitano l'operazione appare insostenibile. A meno di colpi di teatro di Babbo De Laurentiis, uno che l'anno scorso sborsò ben 80 milioni per un singolo giocatore che non era nemmeno Messi.

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