Raul Albiol trionfa in Europa league con il Villarreal (Ansa)
Raul Albiol trionfa in Europa league con il Villarreal (Ansa)

Napoli, 30 maggio 2021 - Che questo non sia proprio l'anno fortunato del Napoli per quanto riguarda le coppe europee lo si era già capito dall'epilogo amaro del campionato. A peggiorare le sensazioni si sono poi messi i risultati di Champions ed Europa League, dove a trionfare sono stati anche due ex giocatori oggi più che mai rimpianti dai tifosi (e non solo).

Il 'favore' di Albiol

Si tratta di Raul Albiol e Jorginho, rispettivamente sul tetto continentale con il Villarreal e il Chelsea. E, rispettivamente, sacrificati in nome dell'anagrafe e del bilancio. Partendo dallo spagnolo, bisogna riavvolgere il nastro fino al 2019, quando Aurelio De Laurentiis liquidò l'ex Real con una frase entrata ormai nel mito: "Se un calciatore arriva all'età di 34 anni, si può cercare di essere riconoscenti e fare uno sforzo economico. Se decide, però, di voler andar via, ci fa soltanto un favore". Il favore, il buon Raul, col senno del poi l'ha fatto a se stesso, come si evince dal biennio eccellente vissuto al Villarreal, club che a suo tempo ha prelevato senza costi un difensore che, minutaggio e rendimento alla mano, si è rivelato integro e forte: qualità che intanto, nel capoluogo campano, non sempre ha mostrato Kostas Manolas, arrivato dalla Roma dietro pagamento della bellezza di 36 milioni. Certo, l'età sulla carta d'identità sorride al greco (quasi 30 anni contro i 35 di Albiol), ma si sa, il calcio non è una scienza esatta e non sempre un giocatore più giovane rende meglio di uno esperto. La lezione De Laurentiis l'ha imparata, al punto che secondo alcune voci che circolano a Napoli avrebbe richiesto esplicitamente la rentrée all'ovile di Albiol che, per citare lo stesso patron, qualora decidesse di tornare farebbe soltanto un favore a una squadra che nell'ultimo biennio ha perso solidità difensiva. Per informazioni chiedere a Kalidou Koulibaly.

Plusvalenza fuori, minusvalenza in campo

Diverso il caso di Jorginho, che nell'ormai lontano 2018 sbarcò al Chelsea portando in dote al club partenopeo 60 milioni più 3 di bonus: un autentico affare per il Napoli, almeno sul piano economico. Su quello tecnico di fatto gli azzurri avrebbero perso il fulcro del loro gioco, che da quel momento in poi, non a caso, sarebbe di fatto cambiato di molto e non in meglio. Insomma, due addii che a suo tempo, per motivi diversi, furono vissuti come fisiologici alla fine oggi, a distanza di anni, hanno messo in evidenza la non infallibilità della politica di De Laurentiis: una frase che nei primi anni di gestione di ADL sembrava una bestemmia.

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