Napoli-Inter, un duello tra Koulibaly e Lukaku (Ansa)
Napoli-Inter, un duello tra Koulibaly e Lukaku (Ansa)

Napoli, 19 aprile 2021 - Ottimo pareggio, ma sarà davvero utile in ottica rincorsa Champions League? Il day after dell'1-1 maturato al Maradona che ha fermato due strisce (a 6 le vittorie interne di fila del Napoli e a 11 quelle totali dell'Inter) ha il forte sapore della soddisfazione con riserva, complici i risultati delle rivali.

I calendari a confronto

Non potrebbe essere altrimenti, nella giornata in cui vincono Milan, Atalanta e Lazio, con queste ultime due squadre da osservare attentamente. I bergamaschi, ora a +4, sono la più in forma del lotto al punto di essere forse già irraggiungibili nonostante il vantaggio negli scontri diretti. Discorso analogo per i biancocelesti, che meritano un capitolo a parte: in caso di doppio successo giovedì e poi nel recupero con il Torino, la formazione allenata da Simone Inzaghi si porterebbe virtualmente a +4 su quella di Gennaro Gattuso. Discorsi molto prematuri, ma di sicuro il Napoli al momento deve guardare davanti ma pure dietro, con la prossima giornata a dir poco cruciale in tal senso anche per dare finalmente i giusti connotati al pareggio maturato ieri. Si diceva delle rivali che hanno vinto, ma si ignorava il capitolo Juventus, mai come ora nel mirino degli azzurri come forse unica lepre rimasta su cui fare la corsa anche alla luce di un calendario sulla carta più duro. I bianconeri dovranno vedersela ancora con le due milanesi, mentre i principali ostacoli del Napoli saranno squadre di medio-bassa classifica, con alcune ancora in lotta per la salvezza: in linea teorica la griglia comparata sorride ai partenopei, ma si sa quanto i risultati di fine stagione possano essere strani, soprattutto quando di mezzo ci sono formazioni con la pancia quasi piena.

La serata dei legni

E' il caso dell'Inter, come ha lasciato intendere nel dopopartita Antonio Conte. Insomma, per la capolista la tappa al Maradona rappresentava forse l'ultimo fosso da scansare prima di cucirsi addosso il tricolore: anche a costo di amministrare e accontentarsi. Qui si agganciano i rimpianti del Napoli, che non ha saputo sfruttare appieno una gara in cui la Dea Bendata, tra frittata della difesa ospite e i due legni colpiti da Lukaku, sembrava vestita d'azzurro (pur nella versione della nuova maglia griffata): l'esultanza di Insigne con le mani aperte e allargate pareva confermare un trend fortunato che nella ripresa, tra prodezza di Eriksen e traversa dell'ex col dente avvenelato Politano è poi cambiato, lasciando ai partenopei l'agrodolce sapore di un pareggio a due facce.

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